Lavoro
Le lavoratrici in presidio insieme alla segreteria Filcams Cgil Grosseto
Sciopero e presidio di due ore questa mattina, 27 febbraio 2026, davanti alle Poste centrali di piazza Rosselli a Grosseto. A incrociare le braccia sono stati circa 25 addetti alle pulizie degli uffici postali in provincia, dipendenti di Minorelli, azienda che da ottobre 2025 gestisce in appalto il servizio di pulizia negli uffici postali in tutta la Toscana. L'adesione è stata totale: il servizio di pulizia è rimasto scoperto per l'intera giornata in tutti gli uffici della provincia.
Al centro della protesta ci sono le condizioni contrattuali di persone, in maggioranza donne, impegnate quotidianamente nelle pulizie in più sedi, spesso con spostamenti continui sul territorio a bordo dei propri mezzi. Filcams Cgil Grosseto, che segue la vertenza, aveva chiesto il rimborso chilometrico sulla base delle tabelle Aci. L'azienda aveva risposto con un compromesso da 0,25 euro al km a partire da gennaio 2026.
A febbraio la situazione è pero peggiorata: La Filcams Cgil denuncia che i chilometri rimborsati sono stati dimezzati, con la motivazione di verifiche interne legate a presunti abusi dei rimborsi da parte di alcuni lavoratori, una scelta che ha finito per penalizzare l'intero personale. A questo si aggiunge il mancato riconoscimento delle maggiorazioni previste dal Ccnl per il sabato e la domenica, e la mancanza di rimborsi per gli spostamenti tra un ufficio e l'altro.

Pier Paolo Micci, segretario provinciale Filcams Cgil Grosseto
«Lo sciopero nasce dalle lavoratrici: sono arrivate al punto di non avere i soldi per fare benzina e quindi anche di non poter materialmente andare al lavoro», ha dichiarato Pier Paolo Micci, segretario Filcams Cgil Grosseto. «Parliamo di lavoratrici e lavoratori, in maggioranza donne, con buste paga medie da 250 a 300 euro, chiamate a spostarsi continuamente con mezzi propri per interventi anche di 20-30 minuti per ufficio. In queste condizioni la quota rimborsi, quando riconosciuta, può arrivare a pesare tantissimo, e quando viene tagliata o ridotta diventa impossibile andare avanti».
Al presidio era presente un numero inferiore rispetto alla totalità degli scioperanti: alcune lavoratrici, provenienti da comuni più lontani dal capoluogo, non hanno potuto raggiungere piazza Rosselli perché, oltre a perdere la giornata di lavoro, lo spostamento stesso rappresentava un costo insostenibile.
Dalla Filcams Cgil evidenziano che per le lavoratrici arrivare a chiedere questo sciopero è un'ulteriore sconfitta: ovvero essere arrivate all'esasperazione dopo aver chiesto per mesi il giusto riconoscimento e non aver altro strumento che scioperare, rinunciando alla giornata, per farsi sentire. Su una busta paga media di 300 euro, una giornata di sciopero pesa in modo significativo, un peso che le lavoratrici si sono caricate sulle spalle per rendere visibili le proprie condizioni e chiedere che vengano risolte.

Maikol Ricci, funzionario Filcams Cgil Grosseto
Maikol Ricci, funzionario Filcams CGIL Grosseto, ha ripercorso i tentativi di confronto con l'azienda: «Filcams ha contattato l'azienda piu volte, prima nessuna risposta, poi ci hanno richiamato solo quando e stato proclamato lo sciopero dicendo che volevano discuterne già da prima. Ma sono entrati in appalto da ottobre e fino ad oggi non si era mosso nulla». Ricci ha poi segnalato un ulteriore elemento di criticita: «In alcuni casi le lavoratrici sono state mandate anche fuori provincia perché in altri territori c'erano agitazioni per le medesime questioni, questo rende ancora piu pesante il tema degli spostamenti e dei rimborsi».

Simona Luti, funzionaria Filcams Cgil Grosseto
Simona Luti, funzionaria Filcams CGIL Grosseto, ha illustrato le irregolarità più gravi segnalate: «Ci sono segnalazioni molto gravi: ore lavorate finite in busta paga come permessi non retribuiti, niente maggiorazioni per il sabato e problemi anche sulle domeniche, che non vengono pagate come dovrebbero perché costerebbe troppo».
Luti ha poi descritto le condizioni concrete: «La maggior parte delle ragazze ha contratti da un'ora e mezzo o due ore, ma nei fatti lavora molto di più. Può capitare di essere mandate, per un intervento di 20 minuti, anche in territori lontani come nel senese, o in località della provincia lontane dal luogo di residenza della lavoratrice, come Murci. In quei casi non c'e possibilità di avere rimborsi per i km tra uffici perché ce n'èe solo uno, e non viene riconosciuto qualcosa neppure per il tratto di strada di ritorno. Si tratta di una condizione che, senza i giusti rimborsi e maggiorazioni, non può reggere».
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy