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Delitto di Garlasco, il mistero della porta senza impronte di Alberto Stasi stasera 16 febbraio a Lo Stato delle Cose

Giovanni Ramiri

16 Febbraio 2026, 06:58

Delitto di Garlasco, il mistero della porta senza impronte di Alberto Stasi stasera 15 febbraio a  Lo Stato delle Cose

Alberto Stasi e Massimo Giletti

Torna in prima serata l’appuntamento con “Lo Stato delle Cose”, il programma di attualità e approfondimento condotto da Massimo Giletti, in onda stasera lunedì 16 febbraio alle 21.20 su Rai 3. Una puntata che si annuncia particolarmente densa, tra grandi casi di cronaca, interrogativi ancora aperti e un confronto serrato tra ospiti con posizioni anche molto diverse.

Come di consueto, spazio a “La versione di Michele Santoro”, segmento dedicato alla lettura critica dei principali fatti nazionali e internazionali. Un momento di analisi che punta a contestualizzare gli eventi della settimana, offrendo chiavi di interpretazione e spunti di riflessione sui temi più divisivi del dibattito pubblico.

Michele Santoro

Uno dei focus centrali della serata sarà dedicato al delitto di Garlasco. A riaccendere l’attenzione è un dettaglio tecnico: la porta a soffietto dell’abitazione della famiglia Poggi, quella che conduce alla cantina e che l’assassino avrebbe necessariamente aperto. Il punto controverso riguarda l’assenza di impronte attribuibili ad Alberto Stasi su quella superficie. Un elemento che, secondo alcune interpretazioni, meriterebbe ulteriori approfondimenti e che riporta al centro del dibattito la ricostruzione della dinamica dei fatti.

In studio il confronto sarà articolato e tecnico. Interverranno il direttore di Gente Umberto Brindani, l’ex comandante del RIS Luciano Garofano, l’avvocato difensore Antonio De Rensis, il genetista Ugo Ricci e il magistrato Stefano Vitelli, che in primo grado assolse Stasi. Un parterre che promette un’analisi approfondita sia sul piano scientifico sia su quello giudiziario, con particolare attenzione ai passaggi procedurali e agli elementi probatori.

Antonio De Rensis

Ampio spazio anche alla vicenda di Crans-Montana, dove continua a far discutere la tragedia che ha coinvolto la famiglia Moretti. Mentre a Sion proseguono gli sviluppi giudiziari, i genitori delle vittime hanno manifestato pubblicamente la loro rabbia nei confronti dei coniugi Moretti. Nel frattempo emergono alcune mail inviate alla Procura dal commerciante che fornì gli arredi a Jacques Moretti: nelle comunicazioni si segnalerebbe il rifiuto di acquistare materiale ignifugo perché ritenuto troppo costoso. Un dettaglio che solleva interrogativi sulla gestione dell’inchiesta e sulle ragioni per cui tali documenti non sarebbero stati inseriti negli atti ufficiali.

Jacques Moretti

A discutere di questi aspetti in studio saranno Tommaso Cerno, direttore de il Giornale, e il giornalista svizzero Marco Bazzi di Tele Ticino. Il confronto si preannuncia acceso, tra responsabilità, ricostruzioni investigative e riflessi mediatici.

La puntata del 16 febbraio si presenta dunque come un viaggio tra cronaca giudiziaria e analisi politica, con l’obiettivo di mettere a fuoco non solo i fatti, ma anche le domande ancora aperte che continuano a dividere l’opinione pubblica.

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