L'omicidio
Gli inquirenti al lavoro, nella cornice Federica Torzullo
Emergono nuovi gravissimi elementi dalle indagini relative al femminicidio della povera Federica Torzullo, la quarantunenne scomparsa l'8 gennaio ad Anguillara Sabazia e ritrovata senza vita nell'azienda del marito dopo dieci giorni di ricerche.
Secondo i dettagli diffusi da Sky Tg 24, gli inquirenti hanno descritto un quadro estremamente grave, parlando di un crimine di "particolare ferocia".
Inizieranno oggi, 20 gennaio, le indagini autoptiche ad opera dell'Istituto di medicina legale della Sapienza di Roma. Solo tramite l'autopsia si potranno chiarire i dettagli decisivi.

Gli investigatori sul luogo del ritrovamento
Le indagini stanno cercando di chiarire i movimenti di Claudio Carlomagno, indagato dalla procura di Civitavecchia per omicidio aggravato e occultamento di cadavere, partendo dai fatti dell'8 gennaio. L'ipotesi più accreditata è quella che vedrebbe l'abitazione dei due come scena del crimine. Copiose tracce di sangue sono state rinvenute infatti all'interno della casa, oltre che sulla sua auto, sui vestiti che l'indagato avrebbe tentato di ripulire in lavatrice e sui mezzi che utilizzava per lavorare. La redazione di Sky Tg 24 riferisce anche che sarebbe verosimile anche la possibilità che Carlomagno abbia utilizzato il cellulare della moglie per inviare messaggi nel tentativo di depistare le indagini. Era stata proprio la natura di alcuni messaggi risalenti alla mattina del 9 gennaio a far insospettire la madre della vittima. Secondo le ricostruzioni in quella fascia oraria la donna sarebbe già stata uccisa ed è proprio intorno alle 8 del mattino che le telecamere di sorveglianza riprendono l'indagato uscire di casa per dirigersi presso la propria ditta.
Secondo gli investigatori, oltre ad aver taciuto sulla separazione e fornito dettagli incoerenti per depistare le indagini, Carlomagno avrebbe messo in atto comportamenti volti a rendere irriconoscibile il corpo di Federica Torzullo, sarebbero stati riscontrati infatti dettagli che fanno pensare a tentativi di deprezzamento e di dare fuoco alla vittima. L'udienza di convalida del fermo si terrà nei prossimi giorni. Al momento il pubblico ministero Alberto Liguori ha segnalato una scarsa collaborazione da parte dell'indagato che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nel decreto di fermo viene evidenziato anche un concreto rischio di fuga.

Le auto degli inquirenti
Come riporta il sito di RomaToday, Maria Messenio, assessora alla sicurezza del comune di Anguillara Sabazia e madre di Claudio Carlomagno, ha presentato oggi le proprie dimissioni. L'ex agente di polizia, all'indomani della convalida del fermo per il figlio, ha quindi fatto un passo indietro cessando il proprio incarico all'interno dell'Amministrazione comunale. La donna, fin dall'inizio delle indagini, non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
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