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L'omicidio

Delitto di Garlasco, chi usava il pc di Chiara Poggi? Lo scoop di Infante: "Gran parte del tempo visite a siti porno"

A Ore 14 Sera analizzati i siti visitati negli ultimi 60 giorni prima dell'omicidio

Giovanni Ramiri

20 Gennaio 2026, 08:49

Delitto di Garlasco, chi usava il pc di Chiara Poggi? Lo scoop di Infante: "Gran parte del tempo visite a siti porno"

Il quadro degli utilizzi sul pc di Chiara Poggi

Videogame o altro? Per cosa utilizzavano gli amici di Marco Poggi il computer di Chiara quando si trovavano nella sua camera? È la domanda che si è posto “Ore 14 Sera”, il programma condotto da Milo Infante, nell’ultima puntata andata in onda giovedì 15 gennaio. Secondo la ricostruzione di Ore 14 Sera, quel pc è stato utilizzato soprattutto per visionare contenuti per adulti.

“La domanda che si sono posti gli investigatori oggi – spiega il conduttore Infante – il motivo per il quale stanno rivoltando il computer di casa Poggi, quello fisso in camera di Chiara, è: se tu sei un ragazzo e vai a casa del tuo amico, vi riunite per giocare, devono esserci dei videogiochi installati su questo computer, altrimenti sul computer ci fai altro.
Per esempio, navighi, per esempio, guardi quello che c'è, perché è inevitabile, no? Hai un desktop, hai dei file, hai delle cartelle, si finisce per cliccarci sopra, no? Anche semplicemente per curiosità, e chissà che qualcuno, al di là di Marco, che aveva visto qualcosa durante il trasferimento, possa aver visto dei video o anche altro.
Perché l'attività di ricerche che stanno facendo in queste settimane va anche rivolta nel cercare di capire se i video intimi, personali di Chiara e Alberto, sono stati copiati. Copiati magari su un supporto e poi questo supporto è finito nelle mani di chissà chi”.

Milo Infante

“Però, ecco, se guardiamo negli ultimi 60 giorni, questa è la panoramica dell'utilizzo del computer fisso – prosegue Infante mostrando una schermata che ricostruisce l’utilizzo del computer – Quando vedete videogiochi, si riferiscono a dei siti, sostanzialmente, che recensiscono i giochi.
Sono quei siti dove i ragazzi vanno per vedere le preview, le uscite, i filmati dei giochi. Ma vedete che, al di là dell'utilizzo che poteva aver fatto sicuramente Chiara, riviste di moda, siti di gioielli, la maggior parte del tempo è dedicato alla ricerca di siti a contenuto pornografico, comunque sexy, o comunque visioni di immagini.
Questa è la stragrande maggioranza dell'utilizzo di quel computer. Resta la domanda: a quali giochi giocavano? Anche perché al computer si gioca da soli, non si gioca in gruppo. Avevano una console al piano terra, potevano giocare insieme. Invece chi gioca nel computer gioca da solo e gli altri guardano”.

Il quadro dei siti visitati

“Andrea Sempio è l'unico che racconta davanti ai Carabinieri di quali giochi stavano parlando – spiega la giornalista Arianna Giunti – Lui parla di mini giochi, sono dei giochi che definisce semplici, di durata breve, che non avevano una vera e propria trama.
Però questa domanda viene posta ad Andrea Sempio soltanto nel 2017, quando viene indagato per la prima volta: gli viene posta questa domanda per cercare di capire l'utilizzo di questo computer, visto che era stato trovato un DNA compatibile, secondo i consulenti del tempo, con quello suo, quindi una domanda mirata.
In realtà, gli altri amici che frequentavano la casa non raccontano mai quali navigazioni e a quali giochi giocassero in quel computer che era nella stanza di Chiara Poggi, ma che abbiamo appreso era in uso anche al fratello Marco e ai suoi amici”.

Arianna Giunti

“Avvocato De Rensis, possiamo dire che l'utilizzo di questo computer era prevalentemente per navigare?”, chiede il conduttore al legale di Alberto Stasi.
“Possiamo dirlo – risponde lui – però io credo che le indagini che stanno facendo potrebbero riservare elementi molto interessanti. Sono molto prudente per quanto riguarda questo argomento e credo che lo dobbiamo essere tutti, proprio perché potrebbe essere un argomento molto interessante”.

Antonio De Rensis

Per lo Stato delle Cose, con Giletti, ci siamo occupati di questa parte – ricorda la giornalista Ilenia Petracalvina – quello che un po' abbiamo verificato è che di certezze, rispetto all'uso del computer di Chiara, non ce ne sono, almeno a oggi.
Abbiamo, da una parte, le indicazioni date da due periti di Vitelli nel 2009, Porta e Occhetti, che ancora oggi hanno poi continuato a parlare, e poi abbiamo le indicazioni di Paolo Reale.
Queste sono le cose certe che noi sappiamo dello studio, delle analisi fatte nel computer sia di Stasi che di Chiara”.

“In realtà, però, questo lo sappiamo oggi – precisa Infante – è che su quel computer non è stata fatta un'analisi approfondita. Questo è quello che noi sappiamo. Motivo per il quale la copia forense oggi è in mano agli esperti dei Carabinieri che lo stanno riguardando tutto”.

Loro stanno riguardando tutto ed è bene che sia – chiosa la giornalista – anche perché se nella nuova indagine noi mettiamo Andrea Sempio, dobbiamo trovare un motivo, quindi un movente: perché Andrea Sempio è accusato di poter aver ucciso Chiara, uccide Chiara, quindi perché?
Allora il movente viene ricercato in quella memoria, quello è un ragionamento, immagino, investigativo di queste ore”.

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