L'omicidio di Chiara Poggi
L'annuncio nell'ultima puntata di Quarto Grado
"La parte civile, gli avvocati che difendono la famiglia Poggi, ha deciso di nominare nuovi consulenti, un gruppo che diventa sempre più numeroso, con ex membri della polizia scientifica, per fare un’analisi antropometrica di differenziazione tra Alberto Stasi e Andrea Sempio, concentrandosi sui movimenti all’interno della casa del delitto".
L’annuncio lo ha dato Quarto Grado, nell’ultima puntata andata in onda su Rete 4 venerdì 16 gennaio. Si sapeva che le nuove indagini sul delitto di Garlasco sarebbero prima o poi confluite in una serie di perizie e controperizie, e la strada sembra ormai tracciata.
Il nodo centrale resta quello della ricostruzione dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi, con l’obiettivo di verificare la compatibilità fisica e comportamentale dei soggetti finiti nel perimetro delle nuove valutazioni investigative. L’analisi antropometrica, in particolare, dovrebbe concentrarsi su altezze, posture, falcate e movimenti, ripresi o ricostruiti, nel tentativo di stabilire chi possa essersi mosso con maggiore coerenza negli spazi dell’abitazione di via Pascoli.

Andrea Sempio
Parallelamente, però, continua a far discutere anche la cosiddetta “pista dei video intimi”, tornata ciclicamente nel dibattito mediatico. Su questo punto è intervenuto con decisione il giornalista Carmelo Abbate, smontando l’idea che la presenza di brevi filmati pornografici sul computer di Alberto Stasi potesse avere un qualche rilievo investigativo. Secondo Abbate, il fatto che quei file durassero pochi secondi e fossero relegati in una cartella del computer dimostrerebbe semmai la totale irrilevanza emotiva e investigativa del materiale, già ampiamente noto e valutato all’epoca delle indagini. Un elemento, dunque, “arcinoto”, che difficilmente può essere riproposto oggi come chiave di lettura del delitto.
Ancora più netta è la posizione dell’avvocato Gian Luigi Cataliotti, legale della famiglia Poggi, che ha annunciato l’intenzione di chiedere un incidente probatorio sulle nuove perizie. Una mossa che punta a cristallizzare in sede giudiziaria gli accertamenti tecnici, evitando che restino confinati al solo dibattito mediatico. Cataliotti ha inoltre respinto con forza come “illazioni” le ricostruzioni secondo cui Andrea Sempio avrebbe visto o avuto accesso ai presunti video intimi di Chiara Poggi, sottolineando come tali affermazioni non trovino riscontro negli atti.

Liborio Cataliotti
Il quadro che emerge è quello di un’inchiesta che, a distanza di anni, continua a muoversi su un doppio binario: da un lato l’approfondimento tecnico-scientifico, sempre più raffinato e affidato a una pluralità di consulenti; dall’altro una narrazione pubblica che fatica a separare gli elementi realmente nuovi da quelli già vagliati e archiviati. In mezzo, il tentativo della famiglia Poggi di ottenere chiarezza definitiva attraverso strumenti giudiziari formali, nella speranza che le nuove perizie possano finalmente mettere ordine in uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.
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