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L'omicidio di Chiara Poggi

Delitto di Garlasco: "Stasi e i video porno? A Chiara era arcinoto. 15 secondi su una cartella? Significa che non gliene fregava nulla". Il giornalista Abbate smonta la pista della pornografia

Acceso dibattito nell'ultima puntata di Quarto Grado

Giovanni Ramiri

18 Gennaio 2026, 17:03

Delitto di Garlasco: "Stasi e i video porno? A Chiara era arcinoto. 15 secondi su una cartella? Significa che non gliene fregava nulla". Il giornalista Abbate smonta la pista della pornografia

Carmelo Abbate e Alberto Stasi

Delitto di Garlasco, un lungo dibattito è andato in scena nell’ultima puntata di Quarto Grado, venerdì 16 gennaio. Accesi gli scambi di opinione.
«Se la loro ricostruzione è vera Chiara arriva su nuova cartella: 15 secondi. 15 secondi ci dicono che a Chiara, di quella roba lì, non gliene frega proprio niente».

Il giornalista Carmelo Abbate, a Quarto Grado, ha smontato l’ipotesi secondo la quale Chiara Poggi, la sera prima di morire, avrebbe visto una cartella nel pc di Alberto Stasi contenente materiale pornografico e che questo potrebbe aver originato un litigio tra i due fidanzati.

«Questo perché – sostiene il giornalista – indipendentemente da ciò che viene detto, la condivisione, il fatto che Alberto Stasi sia solito guardare materiale pornografico, è noto, arcinoto a Chiara. Alberto Stasi a un certo punto le chiede: “Posso scaricare un file porno?”. E lei risponde: “Basta che non mi intasi il computer”. La stessa cugina Cappa dice che Chiara le aveva confidato che Alberto era solito fare questo e c’è anche un audio».

Carmelo Abbate

Nell’ultima puntata di Quarto Grado si è parlato a lungo della nuova perizia commissionata dalla famiglia Poggi, con l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, ospite in studio per commentare gli ultimi sviluppi del caso Garlasco. Al centro del dibattito, la consulenza tecnica che ipotizza un accesso di Chiara Poggi al computer del fidanzato Alberto Stasi la sera del 12 agosto 2007, poche ore prima del suo omicidio.

Secondo quanto emerso, l’analisi si basa su una rilettura dei dati informatici già acquisiti all’epoca delle indagini, oggi esaminati con strumenti tecnologici più avanzati rispetto a quelli disponibili nel 2007. I consulenti della famiglia Poggi sostengono di aver individuato tracce compatibili con l’apertura di alcune directory del computer di Stasi in una fascia oraria serale. La ricostruzione ipotizza che Chiara si trovasse nella casa del fidanzato e che stesse utilizzando una chiavetta USB per copiare fotografie personali, probabilmente scattate durante una vacanza insieme. Nel corso di questa operazione, la giovane si sarebbe imbattuta in una cartella contenente numerosi file pornografici, materiale già noto agli inquirenti e già oggetto di analisi nei precedenti procedimenti giudiziari, ma oggi riletto in relazione alla tempistica dell’ultima sera.

Liborio Cataliotti

Nel corso della trasmissione, Cataliotti ha spiegato che, qualora questa nuova perizia dovesse essere avvalorata nel contraddittorio, sarà la difesa a chiedere un incidente probatorio. «Saremo noi a farlo – ha sottolineato – anche perché, a norma di codice, siamo gli unici titolati a richiederlo». Sollecitato dal conduttore Gianluigi Nuzzi, l’avvocato ha confermato l’intenzione di procedere in questa direzione, ricordando come la difesa di Sempio non abbia mai avuto accesso alle copie forensi dei computer di Alberto Stasi e di Chiara Poggi, non essendo parte dei processi precedenti.

Il legale ha inoltre respinto con fermezza l’ipotesi secondo cui Andrea Sempio avrebbe potuto vedere video o immagini intime di Chiara Poggi. «È un’illazione – ha affermato –. Il mio assistito non ha mai visto quei contenuti». Cataliotti ha ribadito come, in questa fase, si parli di possibili moventi riferiti a diverse ipotesi investigative, senza che vi siano elementi concreti a sostegno di un coinvolgimento del suo assistito sotto questo profilo.

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