L'omicidio di Chiara Poggi
Delitto di Garlasco, la nuova consulenza della famiglia Poggi cambierebbe la stanza in cui venne aggredita Chiara. L’aggressione, come spiegato dal consulente Dario Redaelli nell’ultima puntata di Ignoto X su La 7, sarebbe partita dalla cucina, immediatamente dopo la colazione. La conclusione deriva da una nuova valutazione di dati concreti emersi dal riesame della scena del delitto. Redaelli ha ricordato che già nelle prime fasi investigative del 2007 erano stati rilevati in cucina alcuni indizi degni di nota. In particolare, su un mobile posizionato accanto al frigorifero, nelle immediate vicinanze del contenitore dei rifiuti — dove si trovavano resti compatibili con l’ultima colazione — erano state individuate tracce considerate significative.
Alla luce delle nuove analisi, questi elementi assumono un ruolo centrale nella ricostruzione dei fatti. Secondo il consulente, l’assassino avrebbe camminato su superfici sporche di sangue, trasferendone tracce anche in cucina. Un dettaglio che suggerirebbe un movimento all’indietro dell’aggressore, tornato verso quell’area della casa dopo l’inizio dell’azione violenta.
“Ho seguito con molta attenzione la ricostruzione che ha fatto il dottor Redaelli – afferma Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, a Ignoto X - che magari diventerà poi oggetto di una consulenza. Ovviamente si rispetta ogni considerazione tecnica. Mi permetto di fare un paio di considerazioni per quanto riguarda la ricostruzione della dinamica e in particolare sugli elementi che loro definiscono oggettivi per ricondurre l’inizio dell'aggressione in cucina. Ovviamente parliamo sempre di un litigio che avrebbe poi fatto scaturire l'aggressione fisica di Chiara Poggi con Alberto Stasi, perché non viene considerata alcun'altra ipotesi.”

Giada Bocellari
“E questi elementi oggettivi, secondo quello che ho sentito – afferma Bocellari - riguarderebbero uno la colazione, cioè riferita al contenuto della pattumiera, e due il motivo per cui la Procura della Repubblica avrebbe chiesto l’incidente probatorio, quindi l'analisi di questi reperti. Ovviamente, l'unico elemento invece oggettivo vero che riguarda la tempistica che Alberto Stasi avrebbe avuto a disposizione per fare tutto, non viene ovviamente preso in considerazione, perché in 23 minuti Alberto Stasi avrebbe avuto anche il tempo di fare con calma colazione, mentre in tutta tranquillità litigava con Chiara Poggi.”
“Innanzitutto il contenuto della pattumiera – prosegue il legale - Io ho sempre detto che quella pattumiera è certamente recente, non è una pattumiera di giorni e giorni, però ha un certo tipo di contenuto. Avevamo dentro la pattumiera una buccia di banana, una confezione di plastica di biscotti, un piatto di plastica con dei residui di cibo, in cui troviamo poi anche il DNA di Chiara Poggi, due Fruttolo in particolare e poi, appunto, l’estate. Quindi Chiara Poggi, secondo, diciamo, la ricostruzione che ho sentito, avrebbe quella mattina mangiato una banana, due Fruttolo, una confezione intera di biscotti, più dei cereali, perché non dimentichiamo che poi c'erano anche i cereali sul divano, cosa che peraltro non combacia assolutamente col contenuto gastrico ritrovato nel corpo della povera Chiara, a meno che non si voglia dire che Stasi ha anche mangiato oltre ad aver bevuto l'estate, ecco, quindi ovviamente poi si allungherebbero ulteriormente i tempi.”

Pino Rinaldi
Ancora l’avvocato, durante il programma condotto da Pino Rinaldi: “I motivi per cui invece la Procura ha chiesto, io credo che sia abbastanza evidente e non sia quello che dice il dottor Redaelli: innanzitutto perché era ovvio che nel momento in cui ritrovi una scatola con dentro una pattumiera dimenticata lì senza che nessuno l'abbia mai analizzata, con una nuova indagine mi sembra ovvio che l'analizzi. E poi perché forse in quella pattumiera se ci se fosse stato il dna di qualcun altro, sarebbe stato di rilievo, visto che nessuno dice di aver visto la vittima nelle ultime ore, ma neanche nel giorno prima, addirittura neanche l'11 di agosto, neanche il sabato. Quindi quello era di rilievo, non il DNA di Alberto Stasi sulla cannuccia dell'Estathé, perché nessuno ha mai chiesto ad Alberto Stasi se per caso avesse bevuto qualcosa, per esempio dopo cena, credo che sia del tutto legittimo e normale, che magari lui si beveva l'Estathé che aveva bevuto qualcosa o forse. Gli viene chiesto che cosa ha mangiato per cena. Quindi, insomma, credo che sia una ricostruzione che degna assolutamente per carità di rispetto, ma che poi va messa anche in correlazione con il team difensivo che dà una ricostruzione complessiva.”

Giada Bocellari
“Mettendo insieme i pezzi delle ultime ricostruzioni che ho sentito – a partire dall'ingegner Reali di ieri che ipotizza un movente legato al fatto che Alberto si sarebbe arrabbiato tantissimo perché Chiara l'ha aiutato a fare la tesi, sarebbe quindi tornato a casa sua molto arrabbiato, molto risentito di questo fatto, avrebbe rimuginato tutta notte su questa circostanza e poi avrebbe portato la sua fidanzata al mattino andando a casa della fidanzata dopo un'ora, sarebbe entrato in casa, andato in cucina, preso dal frigorifero un'Estathé, bevuto con calma l'Estathé e nel mentre litigato con la fidanzata, perché forse non aveva superato questo affronto legato alla correzione o comunque alla lettura da parte di Chiara della tesi di laurea e quindi preso dall’arrabbiatura, che poi è finito in preda, ricordiamo, non premeditazione, sarebbe andato nel garage a prendere il martello, perché il martello era nel garage, quindi non è premeditato, e l'avrebbe uccisa sostanzialmente in quel modo, con quella violenza. Io, per carità, rispetto tutto, poi nella ricostruzione complessiva credo che ci sia molto da riflettere. Forse, diciamo, mi permetto di dire un filo più oggettivi rispetto a tutti gli elementi da considerare. Non deve per forza essere stato Alberto Stasi.”
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