L'omicidio
Massimo Lovati e (nel riquadro) Andrea Sempio
“Avvocato Lovati, tornerà nel team che difende Sempio o no?”. E’ la domanda che Massimo Giletti ha posto a Massimo Lovati, ex avvocato di Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Lovati ha parlato nello spazio dedicato al delitto di Garlasco nella puntata di Lo Stato delle Cose, andata in onda il 12 gennaio su Rai 3.
“Io vorrei tanto tornare – risponde Lovati – se ci fosse la possibilità di essere in tre sarei al loro fianco. Però questo spetta solamente ad Andrea, io non posso farci niente. Io la mia volontà ce l'avrei, perché so che potrei aiutare molto nella difesa, più di così non posso dire”.

Massimo Lovati (Lo Stato delle Cose)
“Avvocato Lovati, non vi siete più sentiti con lui?”, chiede ancora Giletti. “Ci siamo, ci siamo scambiati gli auguri di Natale e di buon anno – risponde il legale – con dei pensieri sinceri, sia da parte mia che da parte sua e anche del papà”.
L’ultima domanda di Giletti è la più incalzante: “ma perché non ha mai avuto il suo assistito si sottoponesse alla prova del dna?”. “E’ stata una scelta strategica – afferma Lovati – perché avevo la necessità in quel momento di far intervenire un giudice”. Giletti incalza: “Una scelta strategica che però poi fa parlare e lascia mille dubbi perché Stasi, ricordo, si è sempre sottoposto volontariamente a tutte le prove del dna e questo la dice molto”. “La garanzia dell'indagato è il giudice, non il pubblico ministero”, taglia corto Lovati.

Massimo Giletti
Nel lungo e complesso percorso giudiziario che ruota attorno al delitto di Garlasco, uno degli snodi più rilevanti degli ultimi mesi è stato la rottura tra Andrea Sempio e il suo storico avvocato, Massimo Lovati. Una separazione che non è stata solo tecnica, ma anche simbolica, perché chiude una fase in cui la difesa di Sempio era stata fortemente identificata con la figura e lo stile del suo legale.
Massimo Lovati è stato per anni il volto pubblico della linea difensiva di Sempio. Avvocato di lunga esperienza, noto per un modo diretto e spesso spigoloso di comunicare, aveva scelto di non limitare il proprio ruolo alle aule di giustizia. Interventi televisivi, dichiarazioni alla stampa e prese di posizione pubbliche facevano parte integrante del suo modo di concepire la difesa, nella convinzione che il processo mediatico fosse quasi importante quanto quello giudiziario.

La puntata completa
Nel corso del tempo Lovati aveva più volte contestato l’impianto delle indagini, proponendo ricostruzioni alternative e sollevando dubbi sulla solidità degli elementi raccolti contro il suo assistito. Questo atteggiamento lo aveva reso una figura riconoscibile e, per certi versi, divisiva: per alcuni un difensore combattivo e senza timori, per altri un avvocato troppo esposto, capace di creare attriti inutili e di alimentare polemiche.
La frattura con Andrea Sempio si è consumata proprio su questo terreno. La decisione di revocargli il mandato non è arrivata all’improvviso, ma come esito di un progressivo distacco sulle modalità con cui la difesa veniva condotta e comunicata. Al centro non ci sono state tanto divergenze sulla linea giuridica in senso stretto, quanto sul modo di stare sulla scena pubblica. Sempio, attraverso i legali rimasti al suo fianco, ha fatto sapere di non condividere più alcune scelte e alcuni comportamenti di Lovati, ritenuti non più utili – o addirittura controproducenti – rispetto alla sua posizione.

Andrea Sempio
Con la sua uscita di scena si chiude una fase in cui la difesa di Sempio era stata fortemente personalizzata. Il caso, già di per sé carico di tensione e attenzione mediatica, perde una delle sue voci più riconoscibili e rumorose. Al suo posto entra un team legale nuovo, più orientato a una gestione meno esposta e più concentrata sugli atti e sulle aule giudiziarie.
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