La polemica
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Non si placa la tempesta politica sollevata dal post di Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Dopo la durissima presa di posizione del Pci, anche il gruppo consiliare del Partito Democratico di Grosseto entra nella polemica, esprimendo forte perplessità per l’ennesima uscita social del primo cittadino. Al centro del contendere, ancora una volta, la scelta di celebrare la Festa della Mamma con lo slogan: "Grazie mamma per non avermi fatto comunista".
Per i consiglieri dem, il superamento del limite tra propaganda personale e ruolo istituzionale è ormai evidente. "Un conto sono le battute tra amici o la propaganda di partito. Altro conto è il comportamento di chi, indossando la fascia tricolore, rappresenta un’intera comunità fatta di cittadini con idee e sensibilità diverse", sottolinea il Pd in una nota ufficiale.
Il Partito Democratico richiama il Sindaco a una maggiore responsabilità comunicativa, evidenziando come la libertà di parola di cui egli gode sia un traguardo collettivo: "Da un sindaco ci si aspetterebbe un linguaggio capace di unire, non di alimentare continuamente contrapposizioni ideologiche da Novecento. Anche perché la libertà di esprimere pubblicamente il proprio pensiero è frutto del sacrificio e del contributo democratico di generazioni di italiani appartenenti a culture politiche differenti, comprese quelle che oggi il sindaco sceglie di deridere".
La critica del gruppo consiliare si sposta poi sulla gestione dei canali social del Sindaco, accusato di non accettare il confronto: "Colpisce inoltre che il sindaco abbia deciso di cancellare commenti critici e disattivare il confronto sotto il proprio post. Evidentemente il dissenso civile e argomentato disturba più delle polemiche che lui stesso contribuisce sistematicamente ad alimentare".
Ma l'affondo più politico riguarda il rapporto con l'estero dell'amministrazione Vivarelli Colonna. Il Pd mette infatti in luce una curiosa contraddizione: "Fa inoltre sorridere che chi oggi usa certi slogan abbia promosso con orgoglio gemellaggi istituzionali con città amministrate dal Partito Comunista Cinese. Evidentemente il problema non è il comunismo, ma l’uso strumentale della polemica per ottenere visibilità".
In chiusura, il Partito Democratico invita il primo cittadino a rimettere al centro l'agenda amministrativa della città, abbandonando i toni da scontro ideologico. "Grosseto ha bisogno di serietà, confronto democratico e risposte concrete", conclude la nota. "È imbarazzante vedere un sindaco utilizzare ancora slogan divisivi invece di occuparsi dei problemi concreti della città".
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