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Predazione ai danni dell’azienda Serra, l’attacco non è avvenuto nel Parco della Maremma

Giovanni Ramiri

08 Maggio 2026, 09:12

Predazione ai danni dell’azienda Serra, l’attacco non è avvenuto nel Parco della Maremma

Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma

“Siamo dispiaciuti di apprendere di un nuovo attacco predatorio, il terzo in due anni, ai danni dell’allevamento Serra. È piuttosto evidente come la frequenza di fenomeni di questo tipo a danno di una stessa azienda rappresenti una criticità specifica e puntuale riconducibile a carenze nel sistema di dissuasione e protezione attiva e passiva che oggi sono necessari per difendere il gregge, sia nelle aree protette che fuori da queste. Occorre, inoltre, sottolineare che l’attacco non è avvenuto ad Alberese, all’interno del Parco, ma a Talamone, in una zona che non rientra negli attuali confini dell’area protetta”. Simone Rusci, presidente del Parco della Maremma, commenta così la notizia dell’attacco al gregge, resa nota dal Comitato Pastori d’Italia.

“Riteniamo invece molto grave l’affermazione della presidente del Comitato, Mirella Pastorelli, che parla di un pericolo per i visitatori del Parco che frequentano l’area protetta e gli itinerari”, continua Simone Rusci. “Non ci sono pericoli per i visitatori e creare questo allarmismo ingiustificato è un comportamento irresponsabile. Per questo, il Parco sta verificando la possibilità di ricorrere ad azioni legali per tutelare l’immagine dell’ente. Le dichiarazioni di Pastorelli, oltre ad essere pretestuose, sono dettate da una scarsa conoscenza della situazione o da informazioni parziali e confuse. Abbiamo più volte dimostrato, con dati scientifici, che la presenza del lupo non rappresenta un pericolo per le persone e il monitoraggio che svolgiamo sul territorio è puntuale: è quindi inaccettabile che il lavoro di tante professionalità diverse venga denigrato da illazioni del genere”.

L’attacco, che è avvenuto, come precisato, fuori dall’area protetta, non è purtroppo il primo di cui è vittima l’azienda, “proprio a conferma del fatto che le azioni di protezione attuate sono deboli e non rispondono alle indicazioni di tutela che, in molte altre aziende, vengono applicate e che, di fatto, proteggono le greggi. I cani da guardiania, per fare un esempio, devono essere adeguatamente addestrati e le recinzioni devo rispondere a requisiti precisi e specifici. Abbiamo più volte – continua Rusci – reso nota la nostra disponibilità a valutare, insieme agli allevamenti del territorio, le situazioni e le strategie adottate, per verificare cosa ci sia da migliorare e nell’ottica di poter dare il nostro contributo alla tutela del bestiame: l’azienda Serra non ha mai fatto ricorso al nostro supporto tecnico”.

Infine, una precisazione sul progetto di espansione del Parco: “Non esiste nessun legame - conclude il presidente Rusci - tra il progetto di espansione del Parco e l’espansione dell’area del lupo e non esiste nessun nesso tra i recenti eventi predatori dichiarati e il progetto”.

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