Scuola
Voucher "io studio"
Un sostegno concreto per contrastare la dispersione scolastica e supportare le famiglie nelle spese per l'istruzione. La Regione Toscana, in attuazione delle normative nazionali sulla "Buona Scuola" e del Fondo unico borse di studio, ha dato il via libera alla procedura per l'attribuzione del Voucher "Io Studio" relativo all'anno scolastico 2025-2026.
Per questa tornata, alla Toscana è stato assegnato un importo complessivo di 2.157.140,29 euro. Tali risorse permetteranno di erogare borse di studio di importo pari o superiore a 250 euro a ciascuno studente idoneo, fino a esaurimento dei fondi disponibili. Le domande devono essere inoltrate tramite le amministrazioni comunali dove gli studenti risiedono. Amministrazioni che tra Maremma e Amiata in questi giorni stanno diramando gli avvisi di apertura dei termini di presentazione delle domande.
Le borse di studio erogate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito non sono semplici contributi in denaro, ma voucher destinati a finalità precise:
Acquisto di libri di testo;
Spese per la mobilità e il trasporto scolastico;
Accesso a beni e servizi di natura culturale.
Per accedere al beneficio, le studentesse e gli studenti devono essere in possesso di determinati requisiti alla data di presentazione dell'istanza:
Frequenza: Essere iscritti a una scuola secondaria di secondo grado (scuole superiori) del sistema di istruzione nazionale.
Reddito: Avere un indicatore Isee del nucleo familiare inferiore o uguale a 15.748,78 euro.
Residenza: Essere residenti in un comune della Regione Toscana.
Attenzione: esiste un vincolo di esclusività. Le studentesse e gli studenti che sono già stati ammessi alla misura "Libri Gratis" per l'anno scolastico 2025/2026 non potranno richiedere il Voucher "Io Studio".
La procedura è gestita a livello territoriale. Gli interessati dovranno presentare la domanda direttamente al proprio Comune di residenza (o all'Unione dei Comuni, dove previsto).
La data da segnare sul calendario è il 17 aprile 2026: entro questo termine scadranno i bandi comunali per la raccolta delle istanze. Poiché ogni amministrazione comunale ha differenti modalità di invio a partire dagli indirizzi utilizzati (portali online, Pec o consegna a mano), il consiglio per le famiglie è di consultare il sito istituzionale del proprio Comune di residenza per scaricare i moduli specifici e verificare le procedure di inoltro.
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