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Memoria

La città ricorda Scapecchi: civica benemerenza al campione che ha cresciuto generazioni

Dal titolo italiano al lavoro con i giovani: la città rende omaggio a una figura simbolo dello sport maremmano

Roberto Bata

21 Marzo 2026, 11:35

La città ricorda Scapecchi: civica benemerenza al campione che ha cresciuto generazioni

La consegna della benemerenza in Consiglio Comunale con l'amministrazione e la famiglia di Scapecchi

La città di Grosseto si è stretta nella mattina del 20 marzo attorno alla figura di Alessandro Scapecchi, il campione di pugilato scomparso che ha segnato la storia dello sport maremmano e nazionale. Durante una solenne seduta del Consiglio comunale, è stata conferita la civica benemerenza alla memoria di un uomo che, dentro e fuori dal ring, ha rappresentato un modello di disciplina e passione.

Nato a Grosseto nel 1958, Scapecchi ha scalato le vette del pugilato professionistico, conquistando il titolo di campione italiano nelle categorie dei pesi leggeri e superleggeri. Dopo aver calcato i ring più prestigiosi d'Europa, ha dedicato oltre trent'anni della sua vita alla crescita dei giovani atleti come allenatore, diventando il pilastro del movimento pugilistico locale.

La cerimonia: un ricordo tra sport e vita quotidiana

Alla presenza della moglie, della figlia e dei familiari, la cerimonia è stata scandita dalla proiezione di un video commemorativo che ha ripercorso i momenti salienti della sua carriera. Il conferimento della benemerenza è stato accompagnato da parole di profonda stima da parte dei vertici dell'amministrazione.

Un momento della seduta del Consiglio

«Con il conferimento della civica benemerenza alla memoria di Alessandro Scapecchi — ha affermato il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna — l’Amministrazione comunale intende riconoscere il valore di un uomo che ha saputo rappresentare Grosseto con serietà, impegno e passione, sia nel corso della sua carriera sportiva sia, soprattutto, nel lavoro svolto per tanti anni a favore dei giovani. Scapecchi ha incarnato i valori più autentici dello sport, diventando un punto di riferimento per intere generazioni».

Antonfrancesco Vivarelli Colonna

Il ricordo personale di Fausto Turbanti

Particolarmente toccante è stato l'intervento del presidente del Consiglio comunale, Fausto Turbanti, che ha svelato un lato inedito e privato del legame con la famiglia Scapecchi.

«Alessandro non è stato soltanto un grande atleta, ma una persona che ha lasciato un segno profondo nella vita di molti, compresa la mia — ha ricordato Turbanti — Con la sua famiglia mi lega un rapporto che dura dal 1985. Nell’officina da fabbro di suo padre ho imparato tanto, anche a saldare: sono esperienze semplici, ma sono quelle che ti formano davvero». Il presidente ha poi sottolineato l'eredità morale del campione: «Era una persona autentica, capace di insegnare dentro e fuori dal ring».

La consegna del riconoscimento insieme al presidente del Consiglio Fausto Turbanti (a sinistra) e al sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna (a destra)

L'onorificenza è stata assegnata con una motivazione che sintetizza una vita spesa per lo sport e per la comunità: «Per aver dato lustro alla città di Grosseto nel panorama del pugilato nazionale e internazionale e per l’impegno e la passione con cui ha dedicato la propria esperienza alla formazione di generazioni di giovani pugili, trasmettendo i valori dello sport e contribuendo alla crescita della comunità sportiva grossetana».

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