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Una casetta contro il silenzio: l'ospedale sfida la violenza di genere anche con la cultura

Inaugurato lo spazio di bookcrossing promosso da Soroptimist International Orbetello Costa d’Argento

Roberto Bata

13 Marzo 2026, 17:01

Una casetta contro il silenzio: L'ospedale sfida la violenza di genere anche con la cultura

L'inaugurazione della Casetta del libro all'Ospedale di Orbetello

L’ospedale San Giovanni di Dio diventa da oggi un luogo di cura che va oltre l’aspetto clinico, trasformandosi in uno spazio di condivisione sociale. È stata inaugurata il 12 marzo la “Casetta del Libro”, una postazione di bookcrossing nata dalla sinergia tra Soroptimist International Orbetello Costa d’Argento e l’associazione Olympia de Gouges.

Verniciate di un rosso intenso, colore simbolo della lotta al femminicidio, queste piccole librerie non sono semplici contenitori, ma rappresentano un invito esplicito alla riflessione e alla solidarietà.

Come funziona il circuito del libro

La filosofia della Casetta è quella del dono e dello scambio. Si può infatti:

  • Prendere un libro: chiunque passi dall'ospedale (pazienti, familiari o personale) può scegliere un volume.

  • Lasciare un libro: se lo desidera, il lettore può alimentare il circolo virtuoso lasciando a sua volta un testo, garantendo un ricambio costante.

Saranno le stesse associazioni promotrici a curare lo stato della Casetta e a monitorare la qualità dei volumi presenti.

Una foto con dirigenza sanitaria, operatori e associazioni durante l'inaugurazione della Casetta

Una rete per il territorio

Alla cerimonia erano presenti il direttore del presidio Massimo Forti, la direttrice del distretto Roberta Caldesi e la vice sindaca di Orbetello Chiara Piccini. L'iniziativa ha visto anche il supporto della Commissione Pari Opportunità locale e di diversi sponsor privati. «L’ospedale non è solo un luogo di cura ma di comunità – ha spiegato il dottor Forti – dove promuovere consapevolezza e solidarietà».

Le rappresentanti del Soroptimist, Manuela Manetti ed Edy Rita Bronchi, hanno sottolineato come la cultura sia lo strumento principale per il cambiamento: «Un luogo dove i libri viaggiano di mano in mano è un luogo dove nasce il rispetto».

L’installazione di Orbetello si aggiunge a una rete di "case del libro" che sta crescendo sul territorio, offrendo ai cittadini non solo svago durante l'attesa in ospedale, ma anche un punto di riferimento visivo che ricorda l'importanza di contrastare, ogni giorno, la violenza di genere.

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