Sociale
Presentato il nono rapporto sulla povertà in Toscana
La povertà in Toscana morde, ma il sistema regionale mostra una tenuta superiore alla media nazionale. È quanto emerge dal nono rapporto su Povertà e inclusione sociale in Toscana, che parla anche alla Maremma,Irpet maggio 2025 ed è stato presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente Eugenio Giani e dall'assessora al sociale Monia Monni.
I dati, riferiti al 2024 con proiezioni sul 2025, scattano una fotografia complessa: se da un lato la povertà assoluta è raddoppiata rispetto al 2008, dall'altro l'ultima indagine Irpet di maggio 2025 registra un cauto ottimismo nella percezione delle famiglie.

La presentazione del rapporto
Nel 2024, il 4,9% delle famiglie toscane vive sotto la soglia di povertà assoluta (contro una media nazionale del 6,2%). Il dato più allarmante riguarda però i nuclei con minorenni, dove l'incidenza sale al 6,6%.
Un fenomeno in preoccupante ascesa è la povertà lavorativa: avere un impiego non è più garanzia di stabilità. Il 7,8% degli occupati vive in famiglie a basso reddito, con punte critiche nei settori di agricoltura, turismo e servizi sociali. Quasi il 20% delle famiglie toscane dichiara di non poter affrontare una spesa imprevista di 2.000 euro.

Eugenio Giani, a margine della presentazione del rapporto
I Centri di ascolto Caritas hanno incontrato oltre 29.000 persone nel 2024 (+3,9%). Oltre alla prevalenza di donne e stranieri (60,8%), cresce la vulnerabilità degli anziani: il 16% degli utenti ha più di 65 anni, segno che l'invecchiamento della popolazione porta con sé nuove fragilità economiche.
Il presidente Giani ha tracciato le linee guida per un "nuovo modello di welfare" toscano:
Servizi: Consolidamento di misure come "Nidi Gratis" e "Libri Gratis".
Casa: Investimento di 58 milioni di euro dai fondi europei per alloggi popolari nei prossimi due anni.
Lavoro: Politiche attive e reddito di reinserimento per contrastare la precarietà.
«La povertà ha più che raddoppiato la sua incidenza dal 2008 ad oggi – ha spiegato l’assessora Monia Monni – Il nostro sistema regge grazie all'integrazione tra sociale e sanitario e alla rete del terzo settore, ma dobbiamo concentrare le risorse dove la vulnerabilità è più intensa, specialmente sui bambini».

Monia Monni durante le interviste per la presentazione del rapporto
Il rapporto evidenzia anche l'impatto del cambio delle politiche nazionali. Il passaggio dal Reddito di Cittadinanza (Rdc) all'Assegno di Inclusione (Adi) ha quasi dimezzato la platea dei beneficiari in Toscana: dai 73.134 del 2023 ai 41.085 del 2024. Di conseguenza, la spesa pubblica complessiva per il contrasto alla povertà nella regione è scesa da 171,9 a 113,2 milioni di euro.

Un momento della presentazione del rapporto
L'indagine Irpet di maggio 2025 mostra una inversione di tendenza nella percezione soggettiva: le famiglie che si definiscono "povere" o "molto povere" scendono al 9,7% (erano l'11,4% nel 2024), mentre diminuisce la quota di chi fatica ad arrivare a fine mese (dal 56,3% al 48,5%).
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