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Politica

Emergenza freddo, Rifondazione attacca Coeso e Comune: “Dormitorio chiuso, gestione grave e opaca”

Richiesta di accesso agli atti per far luce su responsabilità, fondi e scelte amministrative

Giovanni Ramiri

01 Febbraio 2026, 05:00

Grosseto: caos emergenza freddo, Rifondazione comunista richiede accesso agli atti

Persona senza fissa dimora in piazza Rosselli a Grosseto

È un attacco frontale quello che il Circolo di Rifondazione Comunista “Vittorio Stefanini” di Grosseto rivolge alla Società della Salute Coeso e all’amministrazione cittadina. Il partito denuncia una gestione «confusa, opaca e politicamente grave» dell’emergenza freddo, che ha raggiunto il culmine nella chiusura (prevista per il 31 gennaio 2026) del dormitorio di via De Amicis proprio mentre le temperature mettono a rischio la vita delle persone senza dimora.

Il Circolo annuncia in una nota che nei prossimi giorni presenterà una formale richiesta di accesso agli atti al Coeso - Area grossetana, Colline Metallifere e Amiata grossetana, con l’obiettivo di fare chiarezza sulla gestione delle politiche sociali e sugli interventi legati all’accoglienza invernale. La chiusura del dormitorio, sottolinea Rifondazione, priva Grosseto dei servizi minimi di accoglienza nel periodo più freddo dell’anno, lasciando decine di persone senza alternative strutturate.

Persone senza dimora a Grosseto

Il partito spiega che l’accesso agli atti servirà a chiarire chi abbia effettivamente la responsabilità della gestione dei servizi per la marginalità sociale, quali siano stati gli esiti dell’avviso pubblico del 12 novembre 2025 rivolto al Terzo Settore per la co-gestione del dormitorio, quali atti abbiano portato alla dichiarazione di inagibilità della struttura di via De Amicis e perché non sia stata individuata per tempo una sistemazione alternativa, e infine per quali ragioni si sia arrivati alla cessazione del servizio nonostante la disponibilità di risorse economiche documentate nei bilanci pubblici.

Rifondazione richiama infatti i documenti contabili della SdS Coeso, dai quali emergono decine di milioni di euro destinati alle politiche sociali tramite fondi comunali, regionali, nazionali ed europei. Una disponibilità che, secondo il partito, rende ancora più incomprensibile e politicamente intollerabile la sospensione del servizio di accoglienza.

Una stanza del dormitorio di via De Amicis

Nelle dichiarazioni del Circolo viene chiamato in causa anche il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in qualità di Presidente della Società della Salute Coeso, che secondo Rifondazione non può sottrarsi alle proprie responsabilità. Per il partito, l’emergenza in corso non è una semplice criticità organizzativa, ma il risultato di scelte politiche che stanno producendo conseguenze drammatiche sulle fasce più fragili della popolazione: «La gestione delle emergenze sociali non può essere trattata come un problema secondario né può essere affidata a comunicati di facciata o a rimpalli di competenze tra enti. Le leggi nazionali e regionali impongono agli amministratori pubblici di prevenire situazioni di rischio per la salute e la vita delle persone, soprattutto nei mesi invernali», si afferma nella nota.

«Non siamo di fronte a una mancanza di risorse - dichiara il Circolo - ma a una gestione che riteniamo gravemente inadeguata. Quando si chiude un dormitorio mentre si spendono milioni di euro in altri capitoli di bilancio, il problema non è tecnico: è politico».

Rifondazione ritiene inaccettabile che l’emergenza freddo venga affrontata con improvvisazione e ritardi, mentre cresce il numero di persone costrette a dormire all’aperto. Per questo, la richiesta di accesso agli atti viene definita uno strumento necessario per fare piena luce sull’utilizzo delle risorse pubbliche, individuare eventuali responsabilità amministrative e chiedere il ripristino immediato di un sistema di accoglienza «degno di una comunità civile».

«La povertà non può essere nascosta né rimossa. Chi governa ha il dovere di affrontarla», conclude il Circolo nel comunicato.

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