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"Uno su mille ce la fa": la Maremma punta oltre il raddoppio con i percorsi di inclusione

Il progetto di Coeso - Società della salute, finanziato dalla Regione Toscana, scommette su percorsi personalizzati per trasformare fragilità in lavoro

Roberto Bata

27 Febbraio 2026, 18:42

"Uno su mille ce la fa": la Maremma punta oltre il raddoppio con i percorsi di inclusione

Amministrazione e Coeso insieme per il progetto di inclusione

È entrato nella fase centrale il nuovo progetto di inclusione socio-lavorativa finanziato dalla Regione Toscana. Un intervento strategico che punta a sostenere le persone più fragili del territorio attraverso percorsi personalizzati di orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro.

Capofila dell’iniziativa è Coeso – Società della salute, che coordina il progetto su tutto il territorio delle zone Amiata Grossetana, Colline metallifere e Grossetana. L’avviso pubblico di riferimento è Interventi di accompagnamento al lavoro per persone in condizione di fragilità.

Il progetto, della durata di 36 mesi, nasce con un obiettivo chiaro: contrastare l’esclusione sociale e favorire l’autonomia attraverso il lavoro, mettendo al centro la persona e costruendo percorsi individualizzati. Referente del progetto è il dottor Massimiliano Tulipano, con referente amministrativo Valentina Corsetti.

A chi è rivolto il progetto

I destinatari sono persone disoccupate o inoccupate già in carico ai servizi socio-sanitari territoriali. Particolare attenzione è rivolta a:

  • persone con disabilità

  • utenti dei servizi di salute mentale

  • persone con disturbi dello spettro autistico

  • detenuti ed ex detenuti

  • minori non accompagnati over 16 e neo-maggiorenni in percorsi di autonomia

  • giovani con BES

  • richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale

  • vittime di violenza o di tratta

  • persone in emergenza abitativa

Sono esclusi dalla partecipazione i percettori dell’Assegno di Inclusione (ADI) e coloro che risultano già inseriti nel programma Gol.

La locandina del progetto

Cosa prevede il percorso di inclusione

Il progetto del Coeso prevede una presa in carico personalizzata con valutazione multidimensionale, orientamento specialistico, bilancio di competenze e attività di counseling.

Sono inoltre previsti:

  • tirocini di inclusione sociale presso aziende ed enti del territorio disponibili ad accogliere i partecipanti;

  • tutoraggio individuale per tutta la durata del tirocinio;

  • formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) e corsi per alimentaristi;

  • laboratori pratico-formativi per l’acquisizione di competenze professionali.

L’intervento punta a rafforzare la rete territoriale tra servizi pubblici, imprese e Terzo Settore, creando un sistema integrato capace di accompagnare le persone fragili verso un inserimento lavorativo stabile e sostenibile.

«Come amministrazione crediamo che la vera politica sociale si faccia creando opportunità concrete e non assistenzialismo. Questo progetto va esattamente in questa direzione: trasformare fragilità in percorsi di autonomia, mettendo al centro il lavoro, la dignità della persona e la responsabilità condivisa tra istituzioni, imprese e Terzo Settore. È una scelta chiara: investire sulle persone significa rafforzare la coesione della nostra comunità e costruire un territorio più forte, inclusivo e competitivo. Nessuno deve essere lasciato indietro, ma ciascuno deve essere accompagnato verso un futuro fatto di competenze, autonomia e partecipazione alla vita sociale ed economica», dichiara il sindaco di Grosseto Anton Francesco Vivarelli Colonna, presidente del Coeso.

«Questo progetto rappresenta un investimento concreto sulle persone e sulle loro potenzialità. L’inclusione lavorativa è uno strumento fondamentale per restituire autonomia, fiducia e dignità a chi vive una condizione di fragilità. Come COeSO, crediamo fortemente nella costruzione di percorsi personalizzati, capaci di valorizzare competenze e aspirazioni individuali, mettendo in rete servizi socio-sanitari, imprese e Terzo Settore. Il lavoro non è soltanto una fonte di reddito, ma un elemento chiave di integrazione sociale. Con questo intervento vogliamo offrire opportunità reali, accompagnando ogni persona in un percorso strutturato e sostenibile nel tempo, affinché nessuno resti indietro», aggiunge la direttrice del Coeso, la dottoressa Tania Barbi.

Il progetto finanziato dalla Regione Toscana si inserisce in una strategia più ampia di sviluppo territoriale che mira a coniugare inclusione sociale e crescita economica. Investire su percorsi di accompagnamento al lavoro significa rafforzare la coesione sociale in Maremma, ridurre le disuguaglianze e costruire opportunità concrete per chi vive situazioni di fragilità.

Per il territorio grossetano, si tratta di un passo significativo verso un modello di welfare attivo, capace di mettere in rete istituzioni, imprese e Terzo settore per promuovere autonomia, dignità e partecipazione.

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