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ANNIVERSARIO

Amerigo Vespucci, 95 anni di storia: brindisi sull'Argentario per la nave più bella del mondo

L’Artemare Club celebra il veliero simbolo della Marina militare italiana, varato nel 1931 a Castellammare di Stabia

Federico Catocci

23 Febbraio 2026, 19:03

Amerigo Vespucci, 95 anni di storia: brindisi sull'Argentario per la nave più bella del mondo

La Amerigo Vespucci al porto di Civitavecchia (foto LaPresse)

La nave scuola Amerigo Vespucci ha compiuto 95 anni. Ieri, domenica 22 febbraio. E Artemare Club di Porto Santo Stefano l'ha festeggiata come si deve: con un brindisi nella sede dell'associazione, alla presenza di chi quella nave la conosce davvero bene. Tra i presenti, il comandante Daniele Busetto, che ha trascorso due anni a bordo nello stato maggiore del vascello e che custodisce nella sede del club i ricordi di quell'esperienza: opere d'arte, modelli, crest, fotografie e libri che raccontano la storia di quella che in tutto il mondo viene considerata la nave più bella del mare.

La Amerigo Vespucci (foto LaPresse)

Busetto, presidente di Artemare Club ha ricordato i dettagli storici del varo: il 22 febbraio 1931, nei cantieri di Castellammare di Stabia, con madrina Elena Cerio e su progetto di Francesco Rotundi, allora giovane tenente colonnello del Genio Navale. Una data scelta non a caso: era il 399° anniversario della morte del grande navigatore fiorentino Amerigo Vespucci, a cui la nave è dedicata. Dalle tavole di Rotundi era nata, appena due anni prima, anche la Cristoforo Colombo, nave quasi gemella, che dopo la guerra fu ceduta all'Unione Sovietica come risarcimento danni e poi in seguito a un incendio smantellata, destino ben diverso da quello del Vespucci, ancora in servizio.

95 anni della Amerigo Vespucci nel materiale conservato da Artemare Club

Da quel lontano 22 febbraio sono trascorsi 95 anni: la nave ha completato decine di campagne addestrative per gli allievi dell'Accademia Navale di Livorno, ha effettuato due giri del mondo e ha doppiato Capo Horn, uno dei passaggi più temuti e mitici della navigazione a vela. Un curriculum che non ha equivalenti tra i velieri ancora in servizio nel mondo.

Per chi vuole vedere da vicino i ricordi e i cimeli custoditi in sede, Artemare Club tiene le porte aperte fino a domenica 1 marzo, tutte le mattine, a Porto Santo Stefano: un'occasione per immergersi nella storia di questa nave straordinaria e nel racconto di chi l'ha vissuta dall'interno.

La storia dell'Amerigo Vespucci

L'idea di costruire una nuova nave scuola nasce nella seconda metà degli anni Venti, quando l'ammiraglio Giuseppe Sirianni, ministro della Marina, decide di sostituire il primo Amerigo Vespucci, un incrociatore a motore e vela oramai a fine vita operativa. Il progetto viene affidato a Francesco Rotundi, tenente colonnello del Genio Navale, che sceglie di ispirarsi alle linee dei grandi vascelli della fine del Settecento e degli inizi dell'Ottocento, in particolare al vascello Il Monarca, simbolo del Regno delle Due Sicilie.

Ponte di coperta dell'Amerigo Vespucci (Foto LaPresse)

La costruzione dello scafo inizia il 12 maggio 1930 al Regio cantiere navale di Castellammare di Stabia: il varo avviene il 22 febbraio 1931 con la madrina Elena Cerio, la nave parte il 4 luglio per la prima campagna addestrativa in Nord Europa e il 6 giugno 1931 entra ufficialmente in servizio come nave scuola, agli ordini del suo primo comandante, Augusto Radicati di Marmorito, che riceve la bandiera di combattimento nel porto di Genova il 15 ottobre dello stesso anno.

Le ruote del timone dell'Amerigo Vespucci (foto LaPresse)

Dal punto di vista tecnico, l'Amerigo Vespucci è un veliero a motore lungo 101 metri, largo circa 16, con un dislocamento di circa 4.000 tonnellate e un'immersione massima di 7,3 metri. Ha tre alberi: il maestro alto 54 metri, il trinchetto 50 e la mezzana 43. Porta 24 vele quadre e di taglio in tela olona (fibra vegetale di canapa e lino), per una superficie velica totale di circa 2.650 metri quadrati, e circa 36 chilometri di cavi e cordame. La struttura è in acciaio rivettato, mentre il ponte di coperta, la timoneria e la battagliola sono in teak; a prua si staglia la polena in bronzo dorato raffigurante Amerigo Vespucci, con fregi di prora e arabesco di poppa ricoperti di foglia d'oro zecchino. I motori sono di tipo diesel-elettrico. La velocità massima a vela registrata è di 14,6 nodi, record stabilito dal comandante Agostino Straulino.

La targa per i 50 anni di attività della Amerigo Vespucci (Foto LaPresse)

Tra gli episodi più celebri della sua storia, l'impresa del comandante Ugo Foschini nel 1968: la risalita e il ritorno a vela nel Tamigi fino a Londra, un passaggio che entusiasmò la stampa britannica. E poi il titolo non ufficiale ma universalmente riconosciuto di "nave più bella del mondo", che secondo la tradizione le fu attribuito dalla USS Independence nel 1962.

La targa "Non chi comincia ma quel che persevera" sulla Amerigo Vespucci (Foto LaPresse)

La nave ha operato senza interruzioni significative (meno di 10 anni in tutto) per quasi un secolo. L'interruzione più lunga è stata quella tra il 2013 e il 2016, avvenuta per lavori di restauro. Il suo motto Non chi comincia ma quel che persevera è forse il riassunto più efficace di 95 anni di navigazione, di generazioni di ufficiali formati a bordo e di un'Italia che, almeno in mare, continua a essere riconosciuta nel mondo.

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