Istituzioni
Il municipio di Grosseto, nel riquadro Fausto Turbanti
Numeri, confronti, bilanci. La relazione annuale dell'attività del Consiglio comunale di Grosseto non è soltanto una fotografia dei numeri istituzionali, ma racconta anche storie di dedizione (e di assenze). Nel 2025 il Consiglio ha tenuto 15 sedute, ma non tutti gli eletti hanno partecipato con la medesima assiduità. Cinque consiglieri hanno totalizzato il 100% di presenze, mentre altri non hanno raggiunto nemmeno il 70% di partecipazione.
I "presenti e assenti" della democrazia locale diventano così una metafora più complessa: accanto al lavoro legislativo di delibere, mozioni e ordini del giorno, emerge il ruolo cruciale della partecipazione fisica, simbolo dell'impegno verso l'istituzione e, di riflesso probabilmente, anche verso la città.
Fausto Turbanti, presidente del Consiglio, ha partecipato a tutte e 15 le sedute, come era lecito attendersi dal suo ruolo. Ma a raggiungerlo con il medesimo 100% sono stati altri quattro: Guidoni, Lauretano, Tornusciolo, Vasellini e Vitale. Si tratta di una prestazione di eccellenza che potrebbe suggerire una visione della rappresentanza consiliare come obbligo non semplicemente legale, ma morale verso i cittadini.

Fausto Turbanti
«Rendere conto del lavoro svolto significa permettere ai cittadini di conoscere come opera questo organo di governo» ha sottolineato Turbanti nella relazione. E la presenza non è soltanto una questione formale: è il luogo dove le scelte accadono, dove i dibattiti si sviluppano, dove la voce di ogni consigliere può farsi sentire.
Subito sotto il 100%, si trova un folto gruppo di consiglieri con presenze al 93% e 86,6%, numeri comunque importanti. Si tratta di Baccetti, Buggiani, Pepi, Pieraccini e Rosini (93,3%), mentre con l'86,6% troviamo Bartalucci (FdI), Bartolini, Capone, Cirillo, Culicchi, Gabbrielli, Gaviano e Pettrone. Per questi ultimi, si tratta di assenze di una o due sedute.
Poco dietro, nella "zona grigia" si incontrano situazioni più articolate. Con l'80% troviamo Baldi, Cerboni e Ciucchi. Con il 73,3% Bragaglia, De Martis e Gori.

La soglia del 70% solitamente è considerata come una sorta di spartiacque, anche se ovviamente ogni assenza nasconde la sua ragione e ogni caso è a sé stante. Sotto questa linea troviamo Del Santo e Bartalucci con il 60%, ma anche Bernardini ancora al 60% e Manzo e Pizzuti al 66,6%. Per questi consiglieri, le assenze sono più significative: sei, sei, sei, e cinque sedute perse rispettivamente. Non si parla necessariamente di disimpegno, ma certamente di una partecipazione meno intensa.
I casi particolari
Ciaramella e Minacci hanno partecipato a tutte le sedute dalle loro date di insediamento (rispettivamente 5 su 5 e 10 su 10), sottolineando il loro impegno da subito nel ruolo di consiglieri.
Se si calcola il tasso medio di partecipazione, risulta che il Consiglio di Grosseto mantiene un buon livello di presenze. Tuttavia, la dispersione tra il 100% e il 60% suggerisce una visione della rappresentanza non univoca. Qualcuno potrebbe chiedersi come possono i consiglieri che partecipano meno condividere pienamente il lavoro svolto in aula e nelle commissioni.

La sala del Consiglio comunale
La relazione di Turbanti sull'attività svolta nel 2025, insiste su un punto cruciale: il Consiglio comunale non è "solo votazioni". È "lavoro quotidiano, commissioni, confronto con le scuole, dialogo con le associazioni". La partecipazione alle 15 sedute è quindi soltanto la punta dell'iceberg. Le 73 sedute delle Commissioni (di cui 29 in IV Commissione, quella con competenze su territorio, viabilità e ambiente) rappresentano il vero laboratorio della democrazia locale, dove le scelte prendono forma prima di arrivare in aula.
Non tutti i consiglieri prendono parte alle commissioni con la stessa intensità. Il dato sulla partecipazione alle sedute plenarie rimane quindi un indicatore importante, anche se parziale.
Il documento, riporta anche altri principali numeri dell’assemblea, oltre alle 15 sedute ci affianca i 115 atti del Consiglio (di cui 80 proposte di deliberazione, 12 mozioni, 8 ordini del giorno, 10 interrogazioni, 5 comunicazioni istituzonali). Al quadro complessivo delle commissioni consiliari (73 riunioni), ne riporta il dettaglio:
Nella nota Turbanti sottolinea come i numeri riportati che delineino il lavoro istituzionale svolto nel corso dell’ultimo anno. ed evidenzia inoltre evidenziato il ruolo svolto dalla presidenza nell’aprire il Consiglio alla città , portarlo “fuori dal Comune”,mossa che ha lo scopo di rafforzare il legame tra istituzioni e comunità, e nel promuovere attività di carattere sociale e culturale.

Il Consiglio durante una seduta
Oltre all’attività istituzionale, il documento elenca le iniziative portate avanti per rafforzare il rapporto con la cittadinanza. Tra queste, le campagne dedicate a temi sensibili come bullismo e abbandono degli animali, che hanno coinvolto gli istituti scolastici e ottenuto attenzione anche dai telegiornali regionali. Un percorso che ha visto i giovani protagonisti anche nelle celebrazioni della Festa della Toscana, con progetti dedicati.
Le scuole sono state al centro di altre attività: gruppi di studenti, accompagnati dai loro insegnanti, hanno visitato la sala consiliare per conoscere dall’interno il funzionamento dell’assemblea e delle sue competenze. La relazione ricorda anche la partecipazione dell’istituto enogastronomico Leopoldo II di Lorena all’evento legato alla tappa del Rally di Canossa, con l’organizzazione del coffee break in piazza Duomo.

I consiglieri durante la promozione di "Bella storia" (foto del settembre 2024)
Tra le iniziative promosse dalla presidenza rientra anche il format “La bella storia dei consiglieri”, che anche nel 2025 dato a ciascun componente del Consiglio la possibilità di presentare un’associazione locale ritenuta significativa per il suo impegno. Nel corso dell’anno sono state organizzate inoltre visite istituzionali alla mostra “I capolavori del Rinascimento dalla collezione Luzzetti” al Polo culturale Le Clarisse e allo Stato Maggiore dell’Aeronautica a Roma.
La relazione dà inoltre conto di una serie di interventi strutturali realizzati negli spazi del Municipio, grazie alla collaborazione con gli uffici Manutenzioni ed Economato: imbiancatura dell’ingresso, nuova illuminazione, nuova bacheca e pannelli dedicati a Canapone. Per migliorare la comunicazione istituzionale sono stati installati tre totem multimediali, collocati nell’androne, all’Ufficio Relazioni con il Pubblico e in biblioteca. Nella sala consiliare è stato inoltre posizionato un maxischermo destinato a video, immagini e collegamenti esterni durante cerimonie e convegni.

Il conferimento della cittadinanza onoraria al professor Danilo Barsanti
L’anno si è concluso con il conferimento della cittadinanza onoraria al professor Danilo Barsanti, riconoscimento assegnato dal Consiglio comunale per il valore dei suoi studi dedicati alla città e alla Maremma.
«Questa relazione non è uno strumento celebrativo - spiega il presidente Fausto Turbanti - ma un atto di trasparenza e responsabilità istituzionale. Rendere conto del lavoro svolto significa permettere ai cittadini di conoscere come opera questo organo di governo e quale ruolo svolge nella vita della città». Turbanti sottolinea inoltre come il Consiglio non sia soltanto votazioni, ma anche «lavoro quotidiano, commissioni, confronto con le scuole, dialogo con le associazioni e attenzione costante al territorio», con l’obiettivo di mantenere un’istituzione «aperta e capace di valorizzare in maniera trasversale le eccellenze sociali, culturali e civiche».
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