Turismo
Sorano - fonte: Comune di Sorano
C’è un angolo di Toscana che sorprende per la sua bellezza senza tempo e che, non a caso, viene spesso definito la “piccola Matera del centro Italia”. Si tratta di Sorano, suggestivo borgo arroccato su un’altura tufacea nel cuore della Maremma. A raccontarne il fascino è stata la rivista Good Trekking, che ha recentemente dedicato spazio a questo luogo unico, capace di fondere natura, storia e architettura in un’esperienza davvero speciale.
L'appellativo, come spiega Good Trekking, nasce dalla particolare conformazione del borgo, arroccato su un’altura tufacea e caratterizzato da villaggi rupestri e dalle suggestive Vie Cave. L’antico abitato rupestre scavato nel tufo, nel cuore della Maremma, si trova a circa venti minuti dal confine con il Lazio e a un’ora e mezza da Grosseto, capoluogo provinciale. Sorge su uno sperone di roccia che sovrasta la valle del fiume Lente.
La rivista definisce passeggiare per le vie del centro storico di Sorano come un’esperienza unica: le abitazioni sembrano fondersi con la roccia viva, creando un paesaggio pittoresco e perfettamente integrato con l’ambiente circostante. Un luogo ideale per chi ama camminare tra storia, architettura e natura.
Nell'articolo si parla di come esplorare Sorano sia un vero e proprio viaggio nel tempo. Il fascino del borgo risiede infatti nella commistione tra influenze etrusche, medievali ed ebraiche.

Una veduta del borgo
Le origini di Sorano risalgono all'epoca etrusca, le cui evidenti testimonianze si ritrovano nelle famigerate Vie Cave, strade profonde scavate nel tufo, che incorniciano il paese. Esse non solo rappresentavano collegamenti tra i vari villaggi presenti sul territorio, ma fungevano anche come sistema di difesa. A distanza di secoli, rappresentano una delle attrazioni principali della zona, meta di turisti e appassionati di trekking, natura e storia.
Dal punto di vista storico, la rivista ripercorre le principali dominazioni: Sorano fu governato dagli Aldobrandeschi fino alla fine del XIII secolo, passò poi agli Orsini e venne infine inglobato nel Granducato di Toscana dai Medici nel 1556. Proprio i Medici, come evidenzia Good Trekking, istituirono all’inizio del Seicento il Ghetto ebraico, che fino ai primi del Novecento ospitò una comunità numerosa e fiorente.
Sorano fa parte, insieme alle vicine Pitigliano e Sovana, delle cosiddette “Città del Tufo”. Come spiegato dalla rivista, qui non sono scavate nella roccia solo le Vie Cave, ma l’intera cittadella: vicoli, abitazioni, cantine e nicchie che danno vita a un’architettura unica e fortemente suggestiva.
Tra i luoghi simbolo citati da Good Trekking spicca la Fortezza Orsini, risalente al XIV secolo, che domina il borgo e offre una splendida vista panoramica. All’interno ospita il Museo del Medioevo e del Rinascimento. Da segnalare anche il Masso Leopoldino in Piazza del Poggio, la Porta dei Merli con gli stemmi Orsini e Medici, Porta Ferrini e la Piccola Sinagoga in via Giovanni Selvi, preziosa testimonianza dell’antica presenza ebraica.

La fortezza
La rivista consiglia inoltre una sosta all’Acquedotto Ottocentesco, con le sue fontane decorate da teste di leone e gli archi affacciati sulla valle. E per chi desidera rilassarsi dopo l’esplorazione del borgo, Good Trekking segnala le Terme di Sorano, situate a pochi chilometri dal centro, con acque naturali a 37,4 gradi immerse nel paesaggio maremmano.
L'articolo consiglia di dedicare almeno mezza giornata alla visita di Sorano, per cui bastano poche ore, al fine di poter visitare anche le Vie Cave di San Rocco.
Nelle scorse settimane è stata inoltre annunciata un'importantissima scoperta archeologica sotto il Bagno dei Frati, dove gli archeologi, a seguito di lavori di scavo iniziati nell'estate 2024, hanno portato alla luce una struttura neolitica risalente a più di 6.000 anni fa. Il manufatto si trova nell'area delle Terme, all'interno di una cavità sopra il Bagno dei Frati ed è databile tra il 4495 e il 4335 a.C., confermando una frequentazione del sito già in epoca preistorica e un primo utilizzo delle acque termali. Sul fondo della cavità, approfondita fino a circa due metri e mezzo, è emersa una costruzione in travertino e tufo, accuratamente realizzata e circondata da massicciate perimetrali.
Le analisi al radiocarbonio su frammenti di carbone hanno confermato la datazione, in linea con i reperti litici e ceramici rinvenuti, che indicano un impiego delle acque a scopo terapeutico e probabilmente rituale. Gli scavi hanno inoltre permesso di individuare una falda di acqua termale antica, mai documentata in precedenza, e un accesso a imbuto con tre gradini ricavati nella roccia, emerso dopo la rimozione dello strato superficiale di terreno.
Alle peculiari caratteristiche del borgo risalenti a più culture ed epoche storiche - etrusche, medievali ed ebraiche - si aggiunge quindi un importante tassello che conferma la frequentazione dell'area già nel periodo Neolitico. La nuova scoperta rende ancora più giustizia all'affermazione che passeggiare per Sorano rappresenti un vero viaggio nel tempo.
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