SCUOLA
Nella cornice Alessandra Vegni, segretaria Flc Cgil Grosseto
C’è il rischio concreto di un commissariamento della Regione Toscana sul dimensionamento scolastico. A denunciarlo è la Flc Cgil Grosseto, che interviene duramente contro le scelte del Ministero dell’Istruzione e del Merito sugli accorpamenti forzati delle autonomie scolastiche, giudicati iniqui e penalizzanti per i territori più fragili, come la Maremma.
Secondo quanto riportato nel comunicato sindacale, la situazione riguarda direttamente anche la provincia di Grosseto, dove due istituti comprensivi rischiano l’accorpamento.
La Flc Cgil Toscana segnala la recente convocazione, da parte del Governo, dei presidenti di Emilia-Romagna, Sardegna, Umbria e Toscana, tutte regioni amministrate dal centrosinistra e contrarie al piano nazionale di dimensionamento scolastico.

Alessandra Vegni, segretaria Flc Cgil Grosseto
Il piano, come ricorda il sindacato, prevede accorpamenti forzati che comportano tagli lineari per oltre 5,3 miliardi di euro, incidendo in modo significativo sull’organizzazione della rete scolastica e sull’autonomia dei territori.
Nel comunicato si ricostruisce anche il percorso istituzionale seguito dalla Regione Toscana. Palazzo Strozzi Sacrati ha presentato due ricorsi contro il decreto ministeriale che prevede il taglio di 16 autonomie scolastiche per l’anno 2026/2027:
un primo ricorso alla Corte Costituzionale, respinto;
un secondo al Presidente della Repubblica, sostenuto dal ricorso ad adiuvandum della Flc Cgil Toscana.
Secondo il sindacato, il Ministero avrebbe basato il piano su una errata rilevazione di oltre 8.000 studenti in meno.
A fronte di ciò, il ministro Giuseppe Valditara avrebbe imposto un ultimatum di 10 giorni, minacciando la revoca delle facilitazioni e la nomina di un commissario ad acta, individuato nel direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale.
Una mossa che, secondo la Flc Cgil, «appare come un atto di centralizzazione punitiva che mina l’autonomia regionale».
Nel territorio provinciale di Grosseto, gli effetti del piano si tradurrebbero in accorpamenti che colpiscono scuole già in contesti complessi:
l’Istituto Comprensivo “Don Milani” di Orbetello, con 102 iscritti, sotto la soglia nazionale dei 600;
l’Istituto Comprensivo “Orsini” di Castiglione della Pescaia, che registra un calo di 25 alunni.
Le ipotesi di riallocazione vedrebbero i due istituti accorpati rispettivamente su Albinia e Grosseto.
Nel comunicato, la segretaria della Flc Cgil Grosseto Alessandra Vegni sottolinea le ricadute sul territorio:
«Tali interventi rischiano di impoverire l’offerta formativa del territorio proprio dove è più fragile, nelle aree periferiche, vanificando il lavoro di Flc Cgil e Regione per preservare posti di lavoro Ata, docenti, Dsga e dirigenti, nonché il servizio scolastico nelle aree interne».
E aggiunge:
«Questi accorpamenti non guardano alle singole realtà del territorio. Con un colpo di forza, il Ministero annulla ogni sforzo per difendere lavoro e famiglie».
La posizione del sindacato è netta. Sempre nel comunicato, Vegni conclude:
«Insieme alla Flc Cgil Toscana sosterremo i ricorsi regionali, le iniziative di mobilitazione e confronto con le comunità scolastiche per contrastare una politica scellerata e puramente economicistica che mina la scuola pubblica diffusa e il futuro dei nostri territori».
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