TIRRENICA
Nella cornice Euganio Giani, sullo sfondo un tratto di Tirrenica
È netto il giudizio del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sulle ipotesi di un possibile azzeramento del percorso progettuale del Corridoio Tirrenico. «Le dichiarazioni che annunciano che sulla Tirrenica si debba ripartire da capo sono inaccettabili», afferma il governatore, annunciando la richiesta di un incontro chiarificatore urgente con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Per Giani la strada è una sola: «Occorre finanziare ed iniziare i lavori per la realizzazione dei due lotti finali, quelli che vanno da Fonteblanda al confine con il Lazio. È il momento di uscire dalla commedia degli equivoci». Una posizione ribadita nel corso di una conferenza stampa convocata oggi, venerdì 9 gennaio, per fare chiarezza sul futuro di un’infrastruttura che la Regione considera fondamentale non solo per la Toscana, ma per l’intero sistema Paese.
Il presidente ha ricordato che il tracciato complessivo della Tirrenica è suddiviso in nove lotti e che, allo stato attuale, la priorità deve essere data almeno agli ultimi due: «Parliamo dei lotti 5A e 5B, che collegano Fonteblanda a Pescia Fiorentina. La loro realizzazione consentirebbe finalmente un salto di qualità per la viabilità della costa sud».
Secondo Giani non è più tempo di rinvii o ambiguità: «L’opera va fatta e la Regione Toscana non intende essere complice di rimpalli di responsabilità che portino, di fatto, alla sua non realizzazione». Da qui anche il confronto con altre scelte infrastrutturali nazionali: «Il Governo ha stanziato 350 milioni di euro per il collegamento tra Latina e l’Autostrada del Sole, mentre sulla Tirrenica non è stato messo neppure un euro».
Dal punto di vista tecnico, il completamento del Corridoio Tirrenico è considerato prioritario per la sicurezza e la competitività della costa. Il tratto tra Grosseto Sud e il confine regionale presenta ancora oggi elevati livelli di pericolosità, con incroci a raso, corsie centrali di accumulo e promiscuità con traffico agricolo, rendendo urgente un intervento strutturale.
La soluzione individuata negli ultimi anni prevede non un’autostrada a pedaggio, ma la messa in sicurezza dell’attuale tracciato con carreggiate separate, eliminazione degli incroci a raso, realizzazione di complanari e solo limitate varianti dove tecnicamente indispensabili. Il progetto, ridimensionato nei costi rispetto all’impianto originario, è stimato in circa 1,2 miliardi di euro e dovrebbe essere realizzato da Anas, a cui la Regione chiede da tempo il definitivo trasferimento delle competenze e il completo finanziamento statale dell’opera.
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