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Referendum sulla giustizia: cosa prevede la riforma e le ragioni del Sì

Separazione delle carriere, doppio Csm e sorteggio dei membri: ecco i punti chiave della riforma che gli italiani voteranno il 22 e 23 marzo

Roberto Bata

11 Marzo 2026, 07:03

Il prossimo 22 e 23 marzo, i cittadini sono chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia. Tra i temi centrali della riforma, spicca la volontà di ridefinire il rapporto tra accusa e difesa. In questo articolo analizziamo nel dettaglio le tesi dei sostenitori del emerse più frequentemente nel dibattito pubblico, accompagnando il video sintetico che ne riassume i punti cardine.

I 3 pilastri del Sì: cosa cambierebbe con la vittoria della riforma

La proposta di riforma mira a modificare profondamente l'architettura della magistratura italiana. Ecco i punti principali tratti dal comitato promotore:

1. Separazione netta delle carriere

Oggi, magistrati inquirenti (Pm) e giudicanti condividono lo stesso percorso professionale e appartengono allo stesso organo di autogoverno. Il Sì propone di spezzare questo "corto circuito":

  • Percorsi distinti: Chi accusa e chi giudica faranno carriere separate fin dall'inizio.

  • Obiettività: Si vuole garantire che il giudice sia veramente "terzo", eliminando la vicinanza organica con l'accusa.

2. Due Csm indipendenti

La riforma prevede l'istituzione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti: uno per i magistrati giudicanti e uno per i pubblici ministeri.

"In questo modo chi formula le accuse non dovrà mai più cercare l'appoggio elettorale di chi poi dovrà emettere la sentenza."

3. Stop alle correnti: il sorteggio

Uno dei cambiamenti più radicali riguarda la selezione dei membri del Csm. Per eliminare le spartizioni di potere tra le "correnti" della magistratura, i membri verranno estratti a sorte. Questo meccanismo punta ad assicurare neutralità assoluta e a restituire fiducia ai cittadini nel sistema giudiziario.

FAQ – Domande frequenti sul voto

Quando si vota? Domenica 22 marzo (7:00-23:00) e lunedì 23 marzo (7:00-15:00).

È previsto un quorum? Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è previsto il quorum. La riforma entrerà in vigore se i Sì supereranno i No, indipendentemente dal numero di elettori.

Cosa succede se vince il Sì? Verranno modificati gli articoli della Costituzione relativi all'ordinamento giudiziario, avviando la separazione delle carriere e il nuovo sistema di nomina del Csm.

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