IL CASO
Da mesi nelle frazioni di Rispescia e Casalecci tiene banco il caso dell'installazione delle antenne 5G, come previsto dal Pnrr per estendere una nuova tecnologia per le reti mobili che offre una velocità di trasmissione dati notevolmente superiore.

La nuova antenna 5G a Rispescia
Ma anche a Grosseto l'introduzione della nuova tecnologia si scontra con i timori dei residenti. Soprattutto quelli che si ritrovano gli impianti a poche decine di metri da casa. Timori che riguardano da un lato i possibili effetti sulla salute causati dalle emissioni – anche se in genere le onde radio sono classificate a basso livello di rischio – e dall'altro le conseguenze sul patrimonio immobiliare, con la svalutazione delle case più vicine agli impianti.

Un'antenna a Casalecci
"Io lavoro proprio di fronte all'antenna – dichiara un cittadino di Casalecci – e queste nuove antenne sono il futuro, bene o male bisogna accettarlo e non possiamo tornare indietro se vogliamo Internet veloce e tutto il resto. Così come è anche giusto che sorgano i comitati e che ognuno protesti se lo ritiene necessario". Della stessa opinione è un commerciante la cui attività è a poca distanza dall'impianto: "Tutti vogliamo Internet, tutti vogliamo i telefonini con la connessione veloce e allora dobbiamo anche avere le antenne che servono a questo. Se ce l'hanno messa non possiamo fare diversamente: evidentemente avevano i permessi per farlo".

Più teso il clima a Rispescia. "Questa – dichiara Carmine Caracciolo, presidente del Comitato per lo sviluppo sostenibile di Rispescia, costituito in seguito ai lavori che hanno visto l'installazione di un'antenna a ridosso del centro abitato – è una situazione che purtroppo riguarda non solo noi ma anche altre aree a Grosseto, frutto di una pianificazione che ha visto il Comune identificare zone idonee senza valutare alternative e soprattutto senza coinvolgere i residenti. Le antenne sorgono su siti sensibili, proprio come a Rispescia, area definita verde attrezzato dove non andrebbe mai installata un'opera del genere. Opera che ha effetti sulla vita dei cittadini: non solo sulla salute, perché tutte le organizzazioni internazionali sono concordi nel ritenere che gli studi non sono sufficienti a dire che questo tipo di emissioni non sia dannoso, e soprattutto sul valore delle nostre case. Quello che chiediamo è una ridiscussione totale del Piano comunale delle installazioni delle antenne. Non siamo contrari alla tecnologia, ma sicuramente non così vicino alle case".

"Siamo davvero arrabbiati – dichiara Leonardo Cagnolati, un altro abitante di Rispescia e vicepresidente del Comitato – perché non siamo stati minimamente avvisati dall'Amministrazione comunale e ci siamo ritrovati i lavori davanti alle nostre case. Abbiamo chiesto spiegazioni e ci hanno risposto che la questione non era di nostra competenza e che non potevano fare altrimenti. Io vivo in un casa che abbiamo comprato con non pochi sacrifici, tra mutui e tutto il resto e ci ritroviamo un'antenna alta 34 metri a 18 metri da casa. Se io fra sei mesi avessi bisogno di rivendere la casa, la troverei largamente svalutata. Ci dicono che le onde non fanno niente però poi è vietato montarle vicino alle scuole, ai centri per gli anziani, agli ospedali, alle carceri... Allora i casi sono due: o non conoscono l'impatto oppure qualcosina fanno. Ora c'è tanta rabbia e tanta delusione".
(Foto e video di Andrea Burgio)
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