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Castiglione della Pescaia, il progetto che recupera le reti da pesca abbandonate e salva i fondali

reti da pesca abbandonate

C'è una nuova fonte di inquinamento che minaccia i nostri mari: si tratta delle reti abbandonate che si trasformano in vere e proprie trappole per la fauna e che contribuiscono a rendere i fondali inospitabili. Una risposta a questo problema arriva dal comune di Castiglione della Pescaia.
Grazie all'ultimo progetto del Flag Costa degli Etruschi nell'ambito del programma Feamp 2014/2020 - Reg. UE 508/2014 misura 1.40 Protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi marini e dei regimi di compensazione nell'ambito di pesca sostenibili l'amministrazione comunale ha dato ai pescatori la possibilità di conferire le reti da pesca professionale recuperate in mare al punto di raccolta della darsena.

"Un'opportunità che abbiamo voluto dare ai nostri pescatori - spiega il sindaco Elena Nappi - evitando loro l'onere dei costi di ritiro e smaltimento. Abbiamo a cuore il nostro ambiente marino, e vorremmo in questo modo disincentivare l'abbandono di reti che rappresentano una minaccia per la fauna che vi rimane intrappolata e soffoca, soprattutto le tartarughe marine che invece sempre più spesso scelgono il nostro territorio per nidificare".

Il servizio di ritiro e conferimento al centro di smaltimento è stato affidato alla Santa Barbara Società cooperativa sociale onlus di Monte Argentario.

"Come amministrazione - aggiunge il sindaco - ci occupiamo ormai da tempo del recupero e dello smaltimento delle cosiddette reti orfane. Da anni abbiamo creato un punto di raccolta in via Fogar dove pescatori e fruitori del nostro mare possono conferire reti o materiali utilizzati per la pesca rinvenuti nei fondali o dismessi e ci occupiamo economicamente del loro smaltimento, in modo che non sia di ulteriore aggravio alle casse di un settore, come quello della pesca, già molto inflazionato. In un'ottica di economia circolare stiamo lavorando molto sul recupero dei rifiuti. L'idea è quella di valorizzarli trovando soluzioni possibili alla reimmissione nel ciclo produttivo. Anche le reti da pesca dismesse potrebbero rientrare in questo progetto".