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Grosseto, entra in casa, si finge finanziere e truffa un uomo: eseguita misura cautelare in carcere

macchina polizia

Si finge finanziere e convince un uomo a dargli dei soldi per sottrarli a una perquisizione inesistente: uomo finisce in carcere per truffa aggravata. Nella giornata di mercoledì 5 giugno 2024, a seguito di articolata attività investigativa svolta da personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato, è stata data esecuzione alla misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di un cittadino italiano per il reato di truffa aggravata.

L'ordinanza cautelare arriva al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile e coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica a seguito della denuncia
sporta da una persona vittima di truffa.

Dall'attività investigativa è emerso come, nel mese di novembre 2023, l'indagato si sia recato all'interno di un'abitazione, munito di alcuni fogli con il logo della Repubblica, qualificandosi falsamente, tramite l'esibizione di un qualcosa simile ad un tesserino, come maresciallo della Guardia di Finanza nonché amico intimo del padre della persona presente nell'appartamento. L'uomo, falsamente, avrebbe informato la persona presente di una imminente perquisizione domiciliare, offrendosi di far sparire eventuali soldi in contanti presenti all' interno dell'abitazione per sottrarli all'imminente controllo.

Il figlio della persona offesa, preso dal panico, convinto di evitare le conseguenze pregiudizievoli della fantomatica perquisizione e quindi il sequestro dei soldi, avrebbe a quel punto consegnato al falso finanziere un contenitore con all'interno una somma di denaro di proprietà del padre e riconducibile ad una operazione immobiliare di circa 20 anni prima, come anche acclarato nel corso delle indagini svolte. Preso il denaro, il falso finanziere si sarebbe poi allontanato facendo perdere le proprie tracce.

Le attività investigative svolte dalla Squadra Mobile hanno consentito, tramite l'attività di analisi di dati svolta sinergicamente ad un'attività investigativa sul territorio, di individuare un soggetto su cui gravavano indizi di colpevolezza in relazione al reato verificatosi; indizi ulteriormente corroborati da una perquisizione effettuata che consentiva di ritrovare una parte del denaro sottratto e che risultava, per alcuni aspetti caratteristici delle banconote in euro, peraltro con emissione datata circa 20 anni fa, proprio quello sottratto a seguito della truffa.

E' stata quindi emessa un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a seguito della quale l'indagato si costituiva in carcere.