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Follonica, elezioni, l'ex Consigliere Fiorani: "Trovare momenti di confronto per crescere insieme"

Mimmo Fiorani Mimmo Fiorani nella "sua" Livorno

Abbiamo intervistato Mimmo Fiorani, avvocato follonichese ed ex Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista dal 2004 al 2009. Da sempre appassionato di politica ci regala uno sguardo critico e preaprato su quella che è l'attuale compagine governativa nella sua città, sicuramente molto diversa da quando se ne occupava in prima persona:
"Comincerei dicendo che nonostante non sia più Consigliere, non sono mai uscito dal mondo della politica, non riuscirò mai ad uscirne perchè è una cosa che mi appassiona. Mi piace occuparmi dei contenuti, analizzare i fatti da vicino, anche se sicuramente rispetto a quando facevo politica io sono cambiati alcuni aspetti fondamentali, uno su tutti il mondo dei partiti. Già nei primi anni 2000 eravamo in una fase calante, i cui l'istituzione partito aveva perso il suo fascino ma anche il modo di vedere se stesso e la propria struttura: i partiti si sono alleggeriti, sono diventati sempre più liberistici, e per usare un termine che va anche di moda, sono diventai fluidi: oggi all'interno dello stesso partito possiamo trovare personalità molto diverse tra loro con idee completamente opposte cosa che prima non sarebbe mai successa. Questo vuol dire che l'idea di fondo che stava alla base di un partito col tempo si è molto diluita. Inoltre è importante dire che quello portato avanti dagli attuali politici può essere inteso come un governo dell'esistente, del qui e ora: ci concentriamo su problemi pratici come la manutenzione delle strade e dei giardini pubblici, cose che meritano certamente di essere prese in considerazione, ma allo stesso tempo si guarda sempre meno al futuro, a quello che succederà fra dieci o venti anni, che trovo molto più importante, anche perché credo che qualunque Amministrazione, che sia di sinistra o di destra, sia in grado di occuparsi di problemi come i giardini pubblici ad esempio".
La prospettiva politica si intreccia inevitabilmente con quella personale, specialmente quando c'è in ballo un forte sentimento per ciò che si vuole ottenere per il bene della propria comunità e anche la scelta di non essere più parte viva di un partito può riguardare aspetti che vanno al di là del credere o meno in determinati valori:
"Quello che mi dico sempre, anche ironicamente, è che esiste un motivo per il quale in qualsiasi organizzazione collettiva io mi sia trovato in minoranza - prosegue Fiorani - non sono un persona propensa a rinunciare al proprio modo di essere, ci sono cose che ad un certo punto non tollero più perchè ritengo illogiche, per fare un esempio al di fuori della realtà: se in una riunione si parla degli assessori che dovranno comporre una Giunta ed io devo porre l'attenzione sul fatto che in un determinato settore si debbano scegliere persone competenti con le quali collaborare, mi suona talmente scontato che mi pare anche inutile come argomento di discussione. Da giovane paradossalmente avevo la diplomaticità che serve per cercare la strada giusta e per arrivare all'obiettivo, ora non ho più voglia di trovare la strada giusta, mi ripeto, ora non ho voglia di discutere cose che secondo me sono scontate. Da quando presi atto di alcuni miei difetti realizzai come questo mio modo di approcciarmi alle cose non fosse molto positivo all'interno di un collettivo e quindi giustamente me ne venni via. Adesso non ho tessere di partito, ma credo sia chiaro come la pensi".
Follonica è una città con molti problemi legati al mondo del lavoro e al mercato immobiliare però nei programmi dei partiti pare si faccia fatica a portare alla luce determinate questioni:
"Nelle campagne elettorali che ho visto negli anni mi pareva talmente evidente quali fossero gli obiettivi di questa città che non ritenevo utile doverne persino discutere: Follonica è una città in declino, c'è poco lavoro, le persone tra i 30 e i 40 anni non rimangono a vivere qua, non mettono su una famiglia qua, quasi tutti i miei amici coetanei se ne sono andati perché qua è difficile farsi una prospettiva di vita, a meno che uno non pensi di poter vivere per sempre con un lavoro stagionale. E anche se una persona dovesse miracolosamente trovare un lavoro fisso, non potrebbe permettersi l'acquisto di una casa, dato che le abitazioni sul mercato sono tutte seconde case che costano moltissimo. Tutto questo senza tralasciare il tema ambientale che fortunatamente è entrato nel dibattito politico perchè non può non essere una priorità. Non si puè negare il fatto che siamo di fronte ad un'emergenza abitativa, lavorativa e ambientale".
"Una cosa che mi chiedo spesso è cos'è che differenzia allora l'attuale fazione politica di sinistra da quella di destra o viceversa? - prosegue l'avvocato Mimmo Fiorani - tornando all'esempio di prima: spesso pare che il più grande successo di una determinata fazione sia l'aver rimesso in sesto una strada, cosa che sicuramente è importante e non nego che vada fatto, ma questo come ho già detto lo può fare sia la destra che la sinistra. Quello che potrebbe differenziare è pensare alla prospettiva futura: dobbiamo prendere atto del fatto, ad esempio, che i negozi stanno chiudendo, che nessuno compra più perchè c'è sempre meno lavoro. Girando per la città ho visto un manifesto di un sindacato sul quale era ritratto un giovane ragazzo contento di chiedere la disoccupazione Naspi, un punto di vista che qua è diventato la normalità: tirare a campare. Nessuno fa più valutazione sul futuro. L'Amministrazione comunale soprattutto quella uscente ha fatto cose importanti per sterzare il futuro importanti come la restrutturazione dell'ilva che è un progetto che guarda al futuro. Il principio utilizzato in quel caso, è un pensiero che ha dato a Follonica cose durature, ha persino cambiato e migliorato intere parti della città. Credo che quello stesso principio debba essere applicato anche in altri ambienti, su tutti il lavoro ed il settore immobiliare, altrimenti Follonica sarà sempre di più un morto che cammina."
"Quello che vedo nella mia città è che la differenza tra l'essere di sinistra e destra sta qui: alla destra interessa il populismo, l'esistente, l'emergenza o la questione del momento come il costruire nuovi parcheggi e rifare le strade. La sinistra si preoccupa quantomeno di provare a immaginare un futuro come nel caso appunto della riqualificazione dell'Ilva e il progetto del Parco Centrale"
Le elezioni si avvicinano e dalla coalizione di sinistra sono arrivate alcune notizie che hanno fatto pensare a delle discrepanze interne, soprattutto per quanto riguarda la questione della scelta del nome del candidato a sindaco, aspetto sul quale sia il mondo interno della politica sia i cittadini si soffermano sempre molto:
"Mi occupo di politica dal periodo del G8 di Genova del 2001, forse anche prima, e già al tempo la questione della scelta del nome era un tema più che vivo. La politica da un po' di anni è attenta a ciò che poi è stato imposto anche dai social ovvero l'immagine che il candidato da di sè piuttosto che il contenuto dei suoi discorsi. Prima di approfondire la questione ci tengo a precisare che sto contestando soltanto un metodo, non ce l'ho con nessuno, non sto contestando i singoli nomi che sono stati fatti nel recentissimo caso della coalizione della sinistra follonichese, anzi, sono persone oneste che stimo e rispetto e che conosco di persona. Sto facendo un discorso generale di come nelle campagne elettorali si presenti più la persona che il contenuto esposto. Credo che tutto abbia avuto inizio con Berlusconi e che uno dei difetti della sinistra sia stato il non riuscire a contrastare questa pratica, non è stata in grado di proporre una soluzione alternativa alla personalizzazione dei candidati, anzi credo proprio che la sinistra abbia inseguito questo modo di agire".
"Ci concentriamo tutti sul nome da votare e poi scegliamo in base alla simpatia e alle consocenze, spesso sento dire cose come: "Voto quel candidato perchè è un bravo ragazzo", e allora come ho già ironizzato su un mio post Facebook, seguendo questo principio potremmo votare il Dalai Lama, anche lui è un bravo ragazzo. Si discute sulla persona perchè si ha difficoltà a discutere sui contenuti. "
"Non smetterò mai di dirlo: il ragionamento di partenza per la scelta di chi candidare e votare dovrebbe essere la discussione dei contenuti e personalmente gli interrogativi che vorrei sentire esporre dai candidati sono le risposte ad alcune domande come: cosa vogliamo fare di questa città? Qual è la prospettiva che vogliamo dare? Come la vediamo fra altri cento anni? Quali sono le persone giuste per portare avanti questo progetto?. Qui prima di tutto si parla delle persone e forse dopo dei contenuti, ma le persone sono una conseguenza del contenuto, non il contrario. Ci sono persone più adatte a portare avanti determianti punti di vista ed altre meno. Per fare un altro esempio, io posso tranquillamente stimare un mio avversario politico che ha un'idea diversa dalla mia per portare avanti la città nell'interesse collettivo ma non sarò mai l'uomo giusto per lui perchè ho un'altra idea".
"In quanto all'avvicinarsi alle elezioni, vista la situazione di scollegamento tra la popolazione e l'istituzione e la degenerazione dei partiti che sono sempre meno capaci di dare risposte e interpretare la società, avrei voluto vedere la coalizione di sinistra instaurare un dibattito aperto con la città per permettere alle persone di esprimersi e confrontarsi, mettere in diretta relazione la classe dirigente con la popolazione. Attraverso questo dibattito aprire poi un confronto (mi viene in mente l'egemonia di cui parlava Antonio Gramsci) tra le due parti perchè rinizino a rimescolarsi e all'interno di questo confronto portare avanti temi fondamentali e dopo ragionare sulle persone adatte a trattare determinate questioni. Invece ad oggi la discussione che si è fatta sui candidati a sindaco mi sembra una questione verticistica che si è svolta all'interno delle segreterie. Il ragionamento che sta alla base del dire chi facciamo come candidato sindaco? è limitante, perchè porta a scegliere un nome senza considerare se la persona sarà in grado o meno di affrontare determinate questioni. Per riassumere, dall'esterno non si capisce quali siano le proposte dei candidati che sono stati nominati, magari hanno molte idee ma da cittadini non ci è dato saperlo, tutto questo funzionamento non ha niente di politico, e ricorda molto il mondo social: non si da mai un'opinione netta e precisa se non per prendere like ed é raro trovare uno che dica io la penso così anche a costo di prendere critiche. Quando ho scritto il post su Facebook ho anche messo in conto di farmi dei nemici tra i cittadini follonichesi, me li faccio volentieri, il punto che a me interessa è che io possa esprimere un'opinione ed assumermi la responsabilità di ciò che ho detto, se a qualcuno non piace mi darà un'altra opinione, questa è la politica. Io sostengo l'amministrazione Benini, penso sia stato un ottimo sindaco ma non abbiamo instillato un legame inscindibile: mantengo comunque un senso critico nei confronti di ogni questione, è il mio modo per andare avanti, se uno pensa di aver fatto tutto bene senza mai mettersi in discussione non cresce mai"
Appare chiaro che in un posto come Follonica serva una maggiore unione tra i cittadini e l'amministrazione ma anche tra i cittadini stessi, anche se non ci sono solo ombre sulla città del golfo:
"Credo che sul piano culturale Follonica abbia fatto un salto avanti enorme negli ultimi anni, ma anche la cultura non deve diventare un discorso di feudi: gli ambienti devono parlare e contaminarsi, il carnevale ad esempio è un evento culturale, i volontari che costruiscono i carri sono artisti e negli ultimi anni la manifestazione ha fatto grandi passi avanti in quanto a professionalità, capacità ed atmosfera di entusiasmo. Quindi dobbiamo cercare di sviluppare, di far parlare fra di sè i settori, l'idea iniziale ad esempio del Cantiere Cultura era far parlare tra loro tutti i settori del mondo culturale instaurando una contaminazione reciproca per portare avanti le cose insieme: permettendo alle persone di entrare a far parte dei settori della cultura e non appunto chiudersi come in un feudo, al contrario, permettere all'entusiasmo di dilagare e creare riscontri anche a livello economico. La cultura è fondamentale e non si deve mai pensare alle cose in maniera autoreferenziale, se ad esempio mettessimo a contrasto il teatro con il carnevale creeremmo il fenomeno del benaltrismo, in cui una determinata fazione potrebbe discutere dell'utilizzo dei fondi investiti sul teatro anzichè sul carnevale e viceversa. Se tutti si parlassero tra loro, tutto diventerebbe patrimonio di tutti. Mi diranno che sono comunista, ma anche questo per me è oramai totalmente ovvio".
"Per concludere posso dire che Follonica ha bisogno di rimettersi in discussione, di vedere meno all'esistente e più alla prospettiva. So bene che i cittadini si arrabbiano se girando per le strade notano che la città non è tenuta bene e pensano che quello sia il problema principale, ma tornando a citare Gramsci, dev'essere compito dell'avanguardia della classe dirigente quello di trovare dei momenti di confronto in cui cresciamo tutti insieme, prendendo atto del disagio che si sente, senza rinunciare da cittadini a portare una propria idea all'interno della città e da parte dell'istituzione dire non credete ci siano altri problemi? crescendo tutti insieme. In questo modo si sviluppa un fenomeno per il quale la classe dirigente cresce perchè diventa meno autoreferenziale all'istanza della popolazione, che a sua volta viene sensibilizzata a problemi realmente più importanti, ma se le due parti non comunicano i cittadini si lamenteranno sempre delle stesse cose e la classe dirigente rimarrà lì a dire che è lei a pensare a cosa è giusto fare. Follonica dalla base alla classe dirigente deve rimettersi in discussione per pensare al futuro della città. Faccio l'ennesimo esempio banale tirando in ballo il caso della pineta di potente: sono stati trovati dei documenti di inizio secolo che già avvertivano sulla necessità di manutenzione e cura degli alberi, ciononostante tutti noi abbiamo aspettato che i pini morissero. Questo per dire che non c'è un interesse a vedere le cose in prospettiva, si pensa sempre che se ne occupi qualcun'altro. Se ci si concentra sui problemi di emergenza come ad esempio quello dei parcheggi, su cui, ripeto, il centrodestra e gli elettori di centro destra spingono molte con le polemiche sui social, mi verrebbe da chieder loro se si rendono conto del fatto che tra un po' chiuderanno quasi tutti i negozi perchè le persone continunano a non avere un lavoro col quale poter permettersi di far girare l'economia mentre si favoriscono cose come Amazon per risparmiare. Di questo nessuno ne parla, ecco perchè siamo messi malissimo."
"Voglio congedarmi chiedendo: chi ha un'idea su come poter fare per mettere in collegamento quelle parti dell'utenza cittadina e politica che hanno necessità di comunicare e crescere insieme? Secondo me, se siamo in grado di rispondere a questo interrogativo, siamo in grado di capire il nome del candidato a sindaco di cui ha bisogno una città" conclude Domenico Fiorani