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Cinigiano, tra le colline maremmane c'è un allevamento speciale: è Albus Alpaca di Cecilia Scheggi

cecilia scheggi alpaca Cecilia Scheggi insieme ai suoi alpaca

Dal sogno di una ragazza, Cecilia Scheggi, è nata oggi a Sasso D'Ombrone, un borgo in provincia di Grosseto, un'azienda green e virtuosa che si estende su sei ettari di terreno nella campagna maremmana quasi incontaminata tra bosco, vigneti, oliveti fino alle sponde del fiume Ombrone.

Ma da dove è nata l'idea di dare vita ad un allevamento di alpaca tra le colline della maremma?
"Tutto è iniziato quando, terminate le scuole superiori, andai a visitare un allevamento di alpaca in Italia, da lì mi innamorai di questi splendidi animali e decisi di aprire un mio allevamento - racconta Cecilia Scheggi, allevatrice ed addestratrice degli alpaca- così grazie al supporto dei miei genitori, nel 2015 abbiamo importato dall'Inghilterra 19 esemplari di alpaca di alta qualità ed è cominciata l'avventura. All'inizio non è stato facile, ma nonostante le difficoltà, nel gennaio 2020 abbiamo lanciato un ampio ventaglio di attività: passeggiate, trekking e visite guidate dell'allevamento rivolte a tutti gli alpaca lover. Poi è arrivato il Covid-19, ma anche di fronte a ciò siamo riusciti a far crescere questa realtà fino a farla diventare nel 2023 l'attrazione turistica della Regione Toscana in base al report commissionato all'università di Venezia e al centro studi di Firenze".

Dal marzo 2022 Cecilia ha cominciato a dedicarsi anche ad un'altra importante attività, cioè un'iniziativa di volontariato completamente gratuita e autofinanziata che ha preso il nome di alpaca terapia.it dove i protagonisti sono gli utenti portatori di disabilità che hanno la possibilità di vivere un'esperienza unica a contatto con questi animali.

Quale è il fine di questa iniziativa?
"Il progetto alpaca terapia.it vuole permettere alle persone portatrici di handicap di giovare dei benefici sulla salute psicofisica stando a contatto e trascorrendo del tempo con gli alpaca, animali empatici in grado di percepire lo stato d'animo delle persone che interagiscono con loro - spiega Raffaello Compiani manager di Albus Alpaca - ogni settimana, una mattina viene dedicata a questa attività, viene chiuso l'allevamento e le risorse dell'azienda sono dedicate a questa esperienza".

Oggi Albus Alpaca può essere considerata a tutti gli effetti un'azienda green e virtuosa, infatti nell'ottobre 2023 è diventata la prima azienda agricola italiana, registrata al Ministero dell'Agricoltura, che è autorizzata a produrre e vendere fertilizzanti prodotti con letame di alpaca. Oltre a ciò, ha registrato al Sian (Sistema informativo Agricolo Nazionale) il suo primo prodotto, un fertilizzante ammendante di alpaca senza cattivi odori che è già disponibile sul mercato.

Perché conta?
"Perché con questa iniziativa, oltre ad aver immesso sul mercato il primo fertilizzante italiano di alpaca, Albus Alpaca ha trasformato un problema (il letame di alpaca da smaltire per legge in maniera corretta) in una risorsa" spiega Raffaello Compiani.

Cosa rende unico questo prodotto?
"Il fatto che sia 100 per cento artigianale, 100 per cento green, 100 per cento organico e 100 per cento italiano, ma che soprattutto proviene da un allevamento non intensivo, dove non si usano sostanze chimiche, antibiotici preventivi e dove l'attenzione viene posta sull'alimentazione di questi animali, nutrendoli con erba e fieno locale - afferma Raffaello Compiani - Albus Alpaca è un allevamento 100 per cento etico che pone il benessere degli animali al di sopra del fatturato dell'azienda agricola. Ciò che è davvero importante è il loro benessere e proprio per prenderci cura di questi animali al meglio ci affidiamo ad un veterinario che viene direttamente dal Veneto e che monitora costantemente l'allevamento".