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Castiglione della Pescaia, il consigliere Cesario: "Tolta la parola ai consiglieri di opposizione"

Alfredo Cesario Alfredo Cesario

Per l'opposizione l'assemblea pubblica sulle questioni urbanistiche di Castiglione della Pescaia sarebbe stata un monologo della maggioranza. Un metodo che non piace. "L'assemblea pubblica di lunedì scorso - dice Alfredo Cesario, capogruppo della lista W Castiglione - è stata teatro di una delle performance più imbarazzanti e, per certi aspetti, preoccupanti dell'amministrazione comunale a guida Nappi. Un'assemblea, lo voglio ricordare, convocata per confrontarsi in modo aperto e trasparente con la cittadinanza sui temi inerenti la farmacia comunale e l' area dell'Ex Paoletti. Invece, quello che doveva essere un confronto pubblico si è trasformato fin da subito in un comizio di pura propaganda politica, degno dei peggiori spezzoni agiografici dell'Istituto Luce. Una cassa di risonanza martellante che, per un'ora e mezza, ha costretto gli intervenuti ad ascoltare le dichiarazioni degli assessori Lorenzini e Mazzarello, imperniate su un arco temporale lungo 16 anni (tanto è lunga la vicenda dell'ex Paoletti) e ispirate, a loro dire, da intenti di chiarezza e trasparenza. Peccato però che le loro filippiche, lunghe quanto basta per capire che dietro tante parole c'era una chiara intenzione auto-assolutoria, abbiano omesso importanti elementi nella ricostruzione storica dell'intera vicenda". "Come ad esempio - dice Alfredo Cesario, capogruppo della lista W Castiglione - la mancanza di conoscenza del valore commerciale di mercato del terreno perequato a favore dei privati; il ruolo non chiaro dell'amministrazione nei dialoghi tra privati; le tempistiche troppo accelerate per rincorrere un problema oramai vecchio di anni. Questioni sui cui sarebbe stato opportuno concentrare l'attenzione e far conoscere ai cittadini, una volta per tutte, le gravi carenze di una giunta che si è sempre dimostrata del tutto inadeguata a guidare un'operazione di questo tipo. Il nervosismo dei relatori era abbastanza evidente, a dispetto di una oratoria al limite del logorroico che, contrariamente alle intenzioni, non ha incantato proprio nessuno. Addirittura è stato intimato ai consiglieri di opposizione, che avevano chiesto la parola, di astenersi da commenti politici e di rispettare il fatto che la riunione fosse stata organizzata dalla maggioranza. Come se i consiglieri di opposizioni non avessero il diritto di parola, non fossero cittadini né rappresentassero, per il ruolo che ricoprono, una fetta importante della comunità castiglionese. Tutto questo nel corso di un'assemblea palesemente convocata fuori tempo massimo. Perché per discutere di progettualità e prospettive di sviluppo sarebbe stato opportuno proporre un confronto pubblico almeno due anni fa, non certo oggi visto che il tanto decantato confronto è servito semplicemente a mettere i cittadini di fronte al fatto compiuto. Ma a sottolineare l'arroganza di un atteggiamento palesemente antidemocratico è stato il contegno della sindaca Nappi nei confronti della consigliera Ianetta Giannotti, "colpevole" di aver sottolineato la vacuità di un confronto di questo tipo in un momento in cui non ci sono progetti da discutere, ma cantieri già all'opera. Nella mia esperienza da consigliere non è la prima volta che assisto a questi comportamenti rudi, talvolta accompagnati da tono di voce sgarbato e modi sbrigativi". "Alla sindaca Nappi - conclude Cesario - vorrei ricordare, e lo faccio non soltanto a nome mio ma a nome di tutti i consiglieri di opposizione, che l'educazione ed il rispetto sono valori fondamentali e principi imprescindibili di chi amministra in nome del popolo. Non solo, il Consiglio Comunale, così come le pubbliche assemblee sono la casa di tutti i cittadini. Ed il sindaco non è certo padrone, ma "primo dipendente" di tutti i cittadini. Cui deve sempre rispetto, gentilezza ed educazione".