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SPAZIO

Hotel sulla Luna entro il 2032: via alle prenotazioni, fino a 1 milione per una stanza spaziale

Progetto ambizioso, avveniristico, con tanto di cronoprogramma, sarà davvero tutto (o quasi) pronto per la vera luna di miele?

Federico Catocci

16 Gennaio 2026, 21:20

Hotel sulla Luna, il progetto Gru Space

Hotel sulla Luna, il progetto Gru Space (immagine dal sito Gru Space)

Sembra sempre meno impossibile. Soggiornare in un hotel sulla Luna, con la Terra che sorge all’orizzonte fuori dal finestrino, non è più solo fantascienza da film. la startup californiana Gru Space ha iniziato ad accettare prenotazioni per quello che punta a diventare il primo albergo lunare operativo entro il 2032.

Un “micro‑hotel” per soli 4 ospiti

Nel progetto di Gru Space il primo hotel sulla Luna sarà tutt’altro che un mega‑resort: la struttura iniziale, composta da habitat gonfiabili installati in una fossa lunare, arriverà dopo varie tappe illustrate anche sul sito dell'iniziativa. E potrà ospitare fino a 4 persone, con l’idea di ampliarsi negli anni successivi. La collocazione in una depressione naturale dovrebbe aiutare a mitigare gli sbalzi termici estremi della superficie lunare e facilitare la protezione dagli agenti esterni.

Render grafico dell'hotel (Fonte immagine: Gru)

L’architettura evolverà in più fasi: dopo la sperimentazione del modulo gonfiabile, GRU Space prevede di utilizzare materiali derivati dal regolite (la polvere e i detriti che ricoprono la Luna) per creare strutture protettive e, in prospettiva, vere e proprie “pareti” di cemento lunare, con un design che l’azienda immagina ispirato al Palace of Fine Arts di San Francisco.

Prenotazioni aperte (ma per pochissimi) e merchandising

La parte più concreta, per ora, è il sistema di prenotazioni. Sul sito ufficiale è attiva una pagina dedicata in cui gli aspiranti pionieri possono candidarsi a diventare futuri ospiti, pagando una fee di candidatura di circa 1.000 dollari e, se selezionati, versando un deposito compreso tra 250.000 e 1 milione di dollari per bloccare un posto nel roster dei primi viaggiatori.

Il deposito, indicato come rimborsabile dopo i primi 30 giorni, verrà scalato dal prezzo finale del soggiorno che, avverte la stessa Gru Space, “probabilmente supererà i 10 milioni di dollari” a persona, includendo viaggio, addestramento e permanenza. Nella pagina di presentazione si legge: “Solo dodici esseri umani hanno camminato sulla Luna e, partecipando a questa prima fase, vi unirete a noi per gettare le basi di una vita oltre la Terra”, a sottolineare la dimensione esclusiva e “storica” dell’esperienza proposta.

Immagine dal video-render sul sito Gru Space, con l'hotel e il panorama

Già partita è anche l'esperienza ​del merchandising, sul sito di Gru Space infatti è attiva la sezione shop dove è possibile acquistare felpe, tazze a tema, magliette e anche un "Gru moon brick": il pezzo più costoso attualmente presente nello shop. Si tratta (come da descrizione fornita sul sito) di mattoni geopolimerici fatti a mano, realizzati con un simulante di regolite lunare, con il logo Gru impresso. Questi mattoni sono realizzati con la stessa tecnologia che l'azienda userà per costruire strutture sulla Luna.

Una sezione dello shop di Gru Space

La tabella di marcia: dal CLPS alla fossa lunare

Per arrivare davvero a tagliare il nastro nel 2032, la startup ha messo a punto una timeline scandita da tappe tecniche precise. Il primo passo è fissato al 2029, quando, sfruttando il programma NASA Commercial Lunar Payload Services (Clps), GRU Space punta a inviare sulla Luna una struttura gonfiabile sperimentale per testarne la tenuta all’ambiente lunare.

Una delle tappe del percorso illustrate sul sito​

Parallelamente, l’azienda sviluppa tecnologie per trasformare il regolite in mattoni o elementi di schermatura con cui costruire recinzioni attorno al modulo, in modo da proteggerlo da radiazioni, micrometeoriti e sbalzi di temperatura. Se i test daranno esito positivo, una seconda spedizione tramite Clps porterà ulteriori materiali da installare in una fossa lunare scelta come sito definitivo del micro‑hotel.

Chi è Gru Space e qual è la “visione”

GRU Space (Galactic Resource Utilization) è stata fondata nel 2025 dall’ingegnere Skyler Chan, oggi poco più che ventenne, con l’obiettivo dichiarato di “alimentare una futura economia lunare” partendo proprio dal turismo di lusso. La startup ha attirato fin da subito l’attenzione di investitori collegati a SpaceX e Anduril, interessati sia al potenziale commerciale del turismo spaziale sia alle tecnologie dual‑use per costruire infrastrutture fuori dalla Terra.


Uno dei tweet più rilanciati di Skyler Chan relativi all'hotel sulla luna

Chan, in un’intervista alla rivista Founded, descrive così l’orizzonte a lungo termine: “Viviamo in un momento di svolta in cui possiamo davvero diventare interplanetari prima di morire. Se avremo successo, miliardi di esseri umani nasceranno sulla Luna e su Marte e potranno sperimentare la bellezza della vita lunare e marziana”, inserendo l’hotel come primo tassello di un mosaico molto più ampio.

Una corsa alla Luna affollata

Il progetto di Gru Space non nasce nel vuoto. La NASA, con il programma Artemis, sta lavorando per riportare astronauti sul suolo lunare e costruire un Artemis Base Camp, pensato proprio per una presenza umana stabile sulla superficie. La Cina, dal canto suo, ha annunciato piani per un primo allunaggio con equipaggio entro il 2030 e una base nei pressi del polo sud lunare intorno al 2035.

In questo scenario, l’hotel di Gru Space si colloca a metà strada tra marketing visionario e esperimento di frontiera: gli esperti ricordano che rimangono enormi incognite su sicurezza, costi reali, regolamentazione e tempi, e la stessa azienda ammette che le prenotazioni attuali rappresentano più una manifestazione di interesse con anticipo che una garanzia di viaggio a una data precisa.

Per ora, insomma, la “camera con vista crateri” resta un sogno costosissimo riservato a pochissimi. Ma il solo fatto che qualcuno stia già chiedendo un milione di dollari per mettersi in lista racconta bene a che punto è arrivata (almeno nell’immaginario e nei business plan) la nuova corsa alla Luna.

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