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Dal tatami di Grosseto ai tricolori di Torino: la sfida di Lorenzo De Rosa

L’atleta grossetano della Athlon stacca il pass per i Campionati Italiani Cadetti A2 a Torino

Roberto Bata

17 Marzo 2026, 06:07

Dal tatami di Grosseto ai tricolori di Torino: la sfida di Lorenzo De Rosa

Nella foto da sinistra Francesco Soldati, Gilberto De Vecchis, Lorenzo De Rosa

eterminazione, sudore e una rivincita personale. Per Lorenzo De Rosa, classe 2010, la qualificazione ai Campionati Italiani Cadetti A2 (categoria -81 kg) non è solo un traguardo sportivo, ma il coronamento di un inseguimento durato un anno. Se nella passata stagione il sogno si era infranto su un amaro quarto posto, quest'anno il podio ottenuto nelle qualificazioni gli ha garantito l'accesso diretto tra i migliori d'Italia.

Una preparazione da vero professionista

Sotto la guida dell'istruttore Gilberto De Vecchis, Lorenzo ha costruito il suo successo con una tabella di marcia serrata:

  • Allenamento: 5 giorni a settimana.

  • Focus: Un mix di tecnica judoistica, teoria e preparazione atletica in sala pesi.

  • Sparring: Un lavoro di squadra fondamentale con compagni di alto livello come Francesco Soldati e Leonardo Papalia, che hanno sfiorato a loro volta la qualificazione.

L'istruttore De Vecchis, pilastro della palestra Athlon (storico presidio del judo maremmano), non nasconde la complessità della sfida: «Il judo a certi livelli richiede concentrazione, dedizione e sacrificio. Lorenzo è entusiasta, ma è consapevole che sul tatami troverà i migliori atleti d’Italia. Dovrà dimostrare molto».

Lorenzo, sedici anni appena compiuti, affronta la vigilia con la maturità di chi conosce il valore del tempo: «Ci alleniamo costantemente, facciamo molti chilometri e affrontiamo sacrifici per combattere magari pochi secondi. In quei momenti bisogna dimostrare tutto il lavoro fatto. È un’esperienza che cercavo dall’anno scorso e ora non ho intenzione di mollare».

Prima della partenza per Torino, De Rosa ha voluto sottolineare l'importanza della condivisione, ringraziando tutti quelli che lo hanno aiutato, il suo istruttore e gli "amici di tatami", compagni di fatiche quotidiane senza i quali sarebbe stato impossibile raggiungere questo livello.

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