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Lo Scarlino si ferma a Torrenieri: un rigore dubbio rovina i piani di Cavaglioni

Primo vantaggio con Bastieri ma il Torrenieri pareggia dal dischetto: sfogo dell’allenatore Massimo Cavaglioni

Roberto Bata

16 Marzo 2026, 21:41

Lo Scarlino si ferma a Torrenieri: un rigore dubbio rovina i piani di Cavaglioni

Scarlino - Torrenieri

Un punto che muove la classifica, ma che lascia in dote un carico pesante di polemiche. Finisce 1-1 tra Torrenieri e Scarlino, una sfida decisa interamente dagli undici metri e pesantemente condizionata dalle dimensioni ridotte del terreno di gioco, trasformatosi in un ring per duelli fisici più che in un campo da calcio.

Un'azione della partita

La cronaca: battaglia nel fango e palla lunga

Giocare a Torrenieri significa rinunciare al fioretto. Il campo, strettissimo, ha costretto entrambe le formazioni a saltare sistematicamente il centrocampo: niente fraseggi. In questo scenario, le difese hanno avuto vita facile sugli attacchi, bloccando il match su un equilibrio spezzato solo dagli episodi.

Un momento della partita

La gara si accende al 10’ della ripresa, quando Pesci cade in area dopo un contatto: per l’arbitro Petrelli di Arezzo è rigore. Bastieri si presenta sul dischetto e non sbaglia, portando avanti i giallorossi. Lo Scarlino prova allora a stringere le fila, difendendo con le unghie il prezioso vantaggio, mentre il Torrenieri alza il baricentro cercando il tutto per tutto.

Scarlino - Torrenieri

Al 29’, la svolta che fa infuriare gli ospiti: un contatto in area scarlinese, giudicato "molto dubbio" dai presenti, induce l'arbitro a fischiare il secondo penalty della giornata. Non solo: Badji rimedia il secondo giallo e finisce anzitempo sotto la doccia. Dagli undici metri D’Aniello (entrato nel primo tempo) batte Bigoni per l'1-1 finale.

Lo sfogo di Cavaglioni: «Così è impossibile»

A fine gara, il tecnico dello Scarlino Massimo Cavaglioni non nasconde l’amarezza per una direzione arbitrale ritenuta punitiva: «È stata una partita difficile su un campo dove le dimensioni ridotte hanno favorito un continuo ping-pong. Accettare direzioni di gara del genere è dura: sono tre settimane che ci tartassano. Quando ti prendono di mira un giocatore dopo cinque minuti e ti fischiano contro un rigore inesistente, diventa impossibile. Vedere vanificati i sacrifici settimanali così fa male. È un buon punto su un campo ostico, ma senza certi episodi avremmo vinto».

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