Sport
Anche i Giovanissimi 2012 del Follonica Gavorrano partecipano all'iniziativa
Nel calcio giovanile, per una volta, il tifo cambia voce: nel weekend del 21 e 22 febbraio torna La partita applaudita, l’iniziativa che chiede a genitori e pubblico di sostenere i ragazzi solo con gli applausi, niente urla, niente offese, niente polemiche. Il progetto, diventato interregionale, coinvolge Toscana, Umbria ed Emilia-Romagna (provincia di Piacenza) e riguarda soprattutto le gare Under 14 maschili e, in Toscana, anche l’Under 15 femminile. L’idea è semplice quanto educativa: riportare rispetto e serenità attorno al campo, contrastando quel clima di nervosismo che troppo spesso si respira persino nelle partite dei più giovani.

Giovanissimi durante una partita
In provincia di Grosseto l’iniziativa entra nel vivo con più appuntamenti, tra costa e Amiata, e con il sostegno anche delle istituzioni. Il Comune di Santa Fiora, per esempio, ha concesso il patrocinio al progetto “Cari genitori – giornata regionale La Partita Applaudita”, sottolineando l’importanza dello sport come strumento educativo e di un tifo positivo che sappia incoraggiare senza trasformarsi in pressione o aggressività. «Il Comune di Santa Fiora aderisce con entusiasmo al progetto La Partita Applaudita – sottolinea Claudio Pantaloni, consigliere comunale con delega allo sport – riconoscendo l’importanza del sostegno delle istituzioni a un’iniziativa che valorizza lo sport come strumento educativo». Pantaloni evidenzia anche che Santa Fiora è stata tra le prime amministrazioni ad aderire in provincia, e ricorda il ringraziamento espresso dal responsabile Figc di Grosseto Antonio Papa per la sensibilità dimostrata dal Comune nel deliberare il patrocinio.

I giovanissimi 2012 del Follonica Gavorrano contro il Grosseto
Oggi, domenica 22 febbraio, al centro sportivo Casamorino di Castiglione della Pescaia, anche la Pro Soccer Lab partecipa alla “Partita Applaudita” sfidando l’Audace Isola d’Elba. In campo, alle 11.30, ci saranno i Giovanissimi Under 14 guidati dagli allenatori Paolo Agresti e Marco Niccolini. Prima del fischio d’inizio i due capitani leggeranno un testo fornito dagli organizzatori, chiedendo al pubblico di sostenere le squadre soltanto con applausi, per dare un segnale positivo e riportare il tifo dentro i confini del rispetto.

Pro soccer lab durante una partita applaudita
È una scelta che la società sente particolarmente, come spiega la vicepresidente Dasha Plutnik: «Troppe volte, anche durante partite di calcio giovanile, abbiamo sentito insulti e frasi irripetibili dagli spalti all’indirizzo dei ragazzi o dell’arbitro. Siamo felici di partecipare a questo evento per promuovere il rispetto reciproco, in campo e fuori». Plutnik ricorda anche il percorso già avviato dalla Pro Soccer Lab con un premio alla migliore tifoseria nei tornei della società, pensato per valorizzare un tifo “colorato, corretto e folcloristico”.
Anche l’Us Follonica Gavorrano partecipa a La partita applaudita con i Giovanissimi 2012 (Under 14). Lo ha fatto con la partita con il Salivoli Calcio di ieri, sabato 21 febbraio alle 15.30 all’impianto Baldaccheri, in via dell’Albatro 3 a Follonica. Anche qui il messaggio è chiaro: genitori, parenti e amici sono invitati a esprimere le emozioni soltanto tramite l’applauso, per garantire incoraggiamento positivo senza creare confusione o tensione.

I Giovanissimi del Follonica Gavorrano 2012 contro quelli del Grosseto
Gli organizzatori ricordano che in Toscana il progetto è promosso dal Comitato Regionale Toscano Lnd-Figc, dal Settore Giovanile e Scolastico Figc Toscana, da Anci Toscana e dall’associazione Calcio Fair Play, con la collaborazione di Aia e Aiac Toscana. L’iniziativa ha il patrocinio di Regione Toscana e Coni Toscana, con Calciopiù media partner. Il punto, però, è tutto qui: educare anche gli adulti, perché il calcio dei ragazzi resti un luogo di crescita, non un’arena dove sfogare rabbia e frustrazioni.
Nel weekend della Partita applaudita l’applauso diventa regola, ma soprattutto diventa simbolo: un modo per ricordare che la cosa più importante non è il risultato. È il rispetto.
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