Politica
Giacomo Gori
Il panorama politico di Grosseto vive oggi un passaggio di profonda trasformazione. Giacomo Gori, figura di riferimento e storico consigliere comunale, da quasi vent'anni protagonista del dibattito cittadino, ha ufficializzato l'uscita dal Movimento 5 Stelle. Una scelta che segna la fine di un’epoca per colui che, fin dal lontano 2006, fu tra i fondatori del primo Meetup locale, portando le istanze del grillismo delle origini tra i banchi del Consiglio Comunale.
Le ragioni della rottura sono affidate a un’analisi netta e priva di sconti verso l'attuale leadership nazionale. Gori rivendica la coerenza con il progetto iniziale, quello di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, e punta il dito contro la gestione di Giuseppe Conte.
«Dopo un lungo percorso di impegno politico e istituzionale, ho assunto una decisione tanto ponderata quanto significativa: lasciare il Movimento 5 Stelle e proseguire il mio mandato di consigliere comunale in un nuovo percorso civico e indipendente. Si tratta di una scelta maturata al termine di una riflessione approfondita, resa necessaria dal progressivo allontanamento del Movimento da quei principi fondativi che, per vent’anni, hanno rappresentato il perimetro ideale e valoriale del mio impegno pubblico. Ho sempre interpretato la mia azione politica nel solco dell’intuizione originaria, straordinariamente innovativa, di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio: un progetto autenticamente civico, partecipato, libero dalle appartenenze, capace di superare le categorie di destra e di sinistra per rimettere al centro esclusivamente i cittadini, le comunità e il merito.»
Secondo lo storico consigliere, il tradimento degli ideali non è avvenuto sul territorio, ma ai vertici romani, con lo spostamento del Movimento verso logiche di coalizione predefinite.
«Questo approccio ha guidato il mio operato, soprattutto a livello locale, dove ho sempre cercato di incarnare quei valori di autonomia, pragmatismo, partecipazione e indipendenza che costituivano l’essenza più autentica del Movimento delle origini. Se oggi quel progetto appare profondamente mutato, non è certo per un cambiamento intervenuto nei suoi amministratori territoriali o in chi, come me, ha continuato a rimanere fedele ai principi fondativi. Il cambiamento è avvenuto altrove. È sotto la guida di Giuseppe Conte che il Movimento ha progressivamente abbandonato la propria vocazione originaria, scegliendo di collocarsi stabilmente all’interno di uno schieramento politico definito. Una scelta che considero strategicamente errata e politicamente miope, se l’intento è quello di cambiare davvero.»
La critica prosegue soffermandosi sul rischio che queste dinamiche nazionali possano soffocare l'autonomia della politica locale grossetana.
«Con abilità tattica, il Movimento è stato condotto verso il cosiddetto “campo progressista”, finendo di fatto ad alimentare quella logica bipolare che era nato per contrastare. L’imposizione, a ogni livello, di alleanze strutturali, appartenenze precostituite e cosiddetti “campi larghi” ha inevitabilmente snaturato la natura originaria del progetto. Una deriva che, con ogni probabilità, si manifesterà anche nelle realtà locali, Grosseto compresa, dove il rischio concreto è quello di assistere alla riproposizione delle tradizionali logiche di schieramento e delle conseguenti dinamiche di spartizione del potere.»
Da qui la decisione di guardare avanti, confluendo nel progetto civico "I Love Grosseto", inteso come l'unico spazio rimasto per una politica libera da schemi ideologici.
«Per queste ragioni, ho scelto di indirizzare il mio impegno, con piena convinzione, al progetto civico della Grande Coalizione “I Love Grosseto”, alla cui crescita sto contribuendo con entusiasmo. Un’iniziativa che incarna pienamente quella visione della politica che mi ha guidato fin dall’inizio: una politica autonoma dai partiti nazionali, costruita dal basso, fondata sulla partecipazione, sulla competenza e sul primato assoluto dell’interesse dei cittadini. “I Love Grosseto” rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso civico, apartitico e pragmatico che ho sempre sostenuto. Un progetto unico, innovativo e indipendente, capace di restituire centralità ai cittadini e di riportare al centro il governo concreto del territorio, al di là di ogni appartenenza ideologica.»
L'uscita di scena dal Movimento 5 Stelle, pur carica di amarezza politica, non manca di un riconoscimento umano verso i compagni di viaggio di questi due decenni.
«Continuerò a svolgere il mio mandato di consigliere comunale con il medesimo impegno, la stessa serietà e una dedizione ancora maggiore, mettendo tutte le mie energie al servizio di questa nuova e ambiziosa sfida per il futuro della nostra comunità. Ringrazio il Movimento 5 Stelle per il cammino condiviso in questi anni, per le esperienze vissute e per le battaglie portate avanti insieme. A tutte le persone con cui ho condiviso questo lungo tratto di strada va la mia sincera gratitudine. Si chiude, non senza una forte emozione, una fase importante del mio percorso politico e umano. Se ne apre un’altra, che affronto con entusiasmo, responsabilità e con la ferma volontà di continuare a servire, con indipendenza e passione, la città di Grosseto e i miei concittadini.»
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