La polemica
Nella cornice, Carlo De Martis (Grosseto città aperta)
L’intervento della Guardia di Finanza nel municipio di Grosseto «è un fatto che non può lasciare indifferenti». A dirlo è Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta, che invita però alla cautela: «Nell’attesa di conoscere gli esiti degli accertamenti che, a quanto si apprende dalla stampa, sarebbero condotti dalla Procura della Corte dei Conti sul cosiddetto “ufficio affari internazionali”, ogni giudizio deve essere sospeso nel rispetto del principio di presunzione di innocenza».
Allo stesso tempo, sottolinea De Martis, «è tuttavia legittimo e doveroso interrogarsi sulla reale natura e sulle effettive finalità di questo ufficio, incardinato nello staff del sindaco e istituito improvvisamente nell’estate del 2025 con una delibera di giunta del 24 luglio.
Una data che, secondo il capogruppo, non è priva di significato politico. «In curiosa coincidenza – osserva – il giorno successivo, il 25 luglio, Vivarelli Colonna entrava in Forza Italia, nella corte del ministro degli Affari Esteri Tajani, per poi essere nominato di lì a breve consigliere personale del ministro». Un passaggio che De Martis definisce «un ottimo viatico per la personalissima carriera politica del nostro primo cittadino, ormai prossimo alla fine del mandato da sindaco».
Ma che cos’è, concretamente, questo ufficio relazioni internazionali che ha attirato l’attenzione della Corte dei Conti? «Se ne leggiamo le linee guida approvate dalla giunta – spiega De Martis – tutto si riduce a quattro pagine: una dedicata alla storia dei gemellaggi, una a giustificare l’istituzione della struttura, una a individuarne le competenze e appena otto smilzi paragrafi sugli “obiettivi strategici”».
Un quadro giudicato insufficiente a fronte delle spese sostenute. «Forse un po’ poco – incalza – per giustificare la moltiplicazione di spese per eventi, viaggi, ristoranti e pernottamenti, con soldi pubblici, alla quale stiamo assistendo da qualche mese». Spese avvenute, precisa, «attraverso affidamenti diretti, beninteso a termini di legge in quanto sotto soglia».
Tra questi, De Martis cita «l’affidamento diretto per oltre 25mila euro a una neonata impresa individuale di Roma, iscritta al registro delle imprese il 20 giugno 2025», riconducibile a «un ex senatore della Lega, oggi in Fratelli d’Italia». Risorse destinate all’organizzazione dell’evento “Tuscany in the world” e a una campagna di promozione e di business matching internazionale.
Da qui una domanda che il capogruppo definisce inevitabile: «Perché, invece di riversare risorse all’esterno, di tutto questo non se ne occupa proprio l’ufficio internazionale del Comune che, come si legge negli atti della giunta, è strutturato “con personale dedicato dotato di competenze linguistiche e tecnico-amministrative adeguate”?».
«A ciascuno le sue competenze», conclude De Martis. «Alla Corte dei Conti e alla Guardia di Finanza il compito di accertare eventuali irregolarità. Ai cittadini e ai loro rappresentanti in Consiglio comunale quello di verificare l’opportunità e l’efficacia dell’azione politica e amministrativa della giunta e del suo primo cittadino».
Il giudizio politico, però, è già netto: «A oltre sei mesi dalla sua istituzione, e con svariate migliaia di euro di soldi pubblici consumati, questo ufficio relazioni internazionali resta un oggetto di cui nessuno ha compreso la reale funzione e, soprattutto, di cui nessuno ha visto un risultato».
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