Politica
Il Comune di Grosseto
Un’altra riunione, un altro nulla di fatto.
A denunciarlo sono i gruppi consiliari di opposizione - Partito Democratico, Gruppo Misto di Minoranza e lista Grosseto Città Aperta - attraverso un comunicato firmato rispettivamente da Cecilia Buggiani, Rita Bernardini e Marilena Del Santo in cui si parla apertamente in una nota di «un’altra fumata nera».
Le opposizioni ricordano che, dopo le dimissioni dell’attuale assessora al sociale, la CPO è rimasta senza una presidente e da mesi non si riesce a trovare un accordo nemmeno per affidare temporaneamente la guida alla vicepresidente, che a sua volta ha lasciato l’incarico. Anche la riunione di oggi, 5 febbraio, convocata alle 12.45 per favorire la partecipazione, si è conclusa senza l’elezione della candidata proposta dalla maggioranza, replicando l’esito della precedente seduta.
Nel comunicato, i gruppi di minoranza sostengono che non si tratti di una semplice impasse, ma del segnale di un logoramento interno alla coalizione che governa la città. A loro avviso, la maggioranza si dichiara compatta solo a parole ma dimostrerebbe nei fatti di non essere in grado di trovare un’intesa su una figura che dovrebbe rappresentare garanzia per tutte e tutti. Le opposizioni sottolineano come la Commissione Pari Opportunità non sia una casella da distribuire nei giochi tra gruppi consiliari, ma un organismo nato per promuovere parità, inclusione e tutela dei diritti.
Secondo le forze di opposizione, risulterebbe ormai evidente che la maggioranza non abbia reale interesse né a dare continuità al lavoro svolto finora, né a mettere la Commissione in condizione di funzionare in modo efficace. La loro nota parla di una mancanza di volontà politica nel valorizzarne il ruolo, con il rischio di svuotarne le funzioni istituzionali e ridurla a un terreno di scontro interno o, peggio, di lottizzazione.
Nel comunicato, le tre rappresentanti affermano che, se neppure su un tema così condiviso si riesce a raggiungere un’intesa, è legittimo interrogarsi sulla solidità della coalizione di centrodestra. A loro giudizio, non è possibile parlare di voto trasversale, poiché l’assenza di una linea unitaria nella maggioranza renderebbe impossibile qualsiasi convergenza. E quando una maggioranza non sostiene il proprio candidato, la responsabilità politica - sostengono - non può che ricadere su chi governa.
Le opposizioni ribadiscono che la città ha bisogno di istituzioni credibili e rappresentative, e non di sedute senza esito. Il loro auspicio è che si torni a un confronto reale, rispettoso delle istituzioni e dei diritti delle cittadine e dei cittadini. «Il tempo delle bandierine è finito - concludono - ora servono responsabilità e visione».
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