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POLITICA

Carlo Calenda a Grosseto: incontro su astensionismo, democrazia e nuovo centro riformista

Venerdì 30 gennaio alle ore 18

Roberto Bata

27 Gennaio 2026, 07:29

Carlo Calenda al Granduca di Grosseto: al centro astensionismo, democrazia e nuovo centro riformista

Carlo Calenda

Appuntamento con la politica. Venerdì 30 gennaio alle ore 18 il Salone delle Feste dell’Hotel Granduca di Grosseto ospiterà “Talk Show: Il Futuro al Centro”, incontro promosso da Azione Grosseto in collaborazione con Giancarlo Capecchi e con la partecipazione di Carlo Calenda, segretario nazionale di Azione.

Al centro dell’appuntamento, come scrivono gli organizzatori in una nota, ci sarà il ruolo del Centro in politica come elemento di equilibrio e responsabilità, chiamato a contribuire alla costruzione di maggioranze stabili e a rafforzare la qualità democratica del Paese. Il confronto toccherà anche uno dei temi più sensibili della politica contemporanea: il crescente astensionismo e la necessità di recuperare la fiducia di quella parte di elettorato che oggi sceglie di non recarsi alle urne.

Carlo Calenda dialogherà con Giancarlo Capecchi in un incontro aperto al pubblico, pensato come occasione di approfondimento sui principali temi dell’attualità politica nazionale e sul posizionamento riformista e centrista.

Carlo Calenda negli studi di La7 durante la trasmissione Tagadà

L’ingresso è libero, con parcheggio gratuito per i partecipanti. La ripresa integrale dell’evento sarà curata da TV9, che provvederà alla diffusione verso il pubblico televisivo.

Carlo Calenda e la Maremma

Quello di oggi non è il primo approdo di Carlo Calenda in Maremma. Negli ultimi anni il leader di Azione ha scelto più volte il territorio grossetano come tappa simbolica dei suoi giri politici e culturali, sia per avviare momenti interni al partito sia per presentare libri e proposte.

Carlo Calenda

Nel 2022 Calenda è stato protagonista a Orbetello, ospite dell’Antica Fattoria La Parrina, dove ha presentato il suo volume davanti a militanti, amministratori e semplici cittadini, trasformando l’incontro in un dibattito sui temi dello sviluppo, delle infrastrutture e del ruolo dei territori nella sfida della modernizzazione del Paese. Qualche anno dopo è stato Grosseto a diventare il punto di partenza del tour toscano di Azione, con un appuntamento pubblico dedicato al futuro del partito e al radicamento nei territori, a conferma di un rapporto che nel tempo si è fatto sempre più strutturato con la realtà maremmana.

Il percorso politico di Calenda

Nato a Roma nel 1973, Carlo Calenda arriva alla politica passando per una lunga esperienza nel mondo delle imprese e della rappresentanza, che ne segna l’impronta pragmatica e riformista. Dopo il ruolo di coordinatore politico di Italia Futura, nel 2013 si candida con Scelta Civica e viene poi nominato viceministro allo Sviluppo economico nei governi Letta e Renzi, occupandosi di dossier industriali e politiche per la competitività.

Da sinistra: Carlo Calenda e Luigi Marattin, segretario del Partito Liberaldemocratico

Nel 2016 diventa ministro dello Sviluppo economico, incarico che mantiene anche con il governo Gentiloni, gestendo tra l’altro partite delicate come le crisi aziendali e il rilancio della manifattura. Dopo un passaggio nel Partito Democratico e l’elezione al Parlamento europeo, nel 2019 rompe con i dem e lancia Azione, partito liberal‑riformista che rivendica l’agenda Draghi, il rigore sui conti pubblici e una visione europeista e atlantica.

Dal sindaco di Roma al centro riformista

Nel 2020 Calenda annuncia la candidatura a sindaco di Roma, arrivando nel 2021 terzo con circa il 20% dei consensi, un risultato che consolida la sua immagine nazionale ma non basta per il ballottaggio. Negli anni successivi tenta la costruzione di un polo centrista insieme a Italia Viva, presentando un programma comune per le politiche del 2022 centrato su riforme strutturali, attuazione del Pnrr e continuità con il metodo del governo Draghi.

Tra rotture e ricomposizioni nel campo del centro riformista, Calenda mantiene come cifra politica il rapporto diretto con i territori, a partire da realtà medie come Grosseto e la Maremma, considerate laboratori in cui misurare la capacità del suo progetto di parlare a imprese, lavoratori e amministratori locali.

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