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GROSSETO

Referendum sulla giustizia, nasce il Comitato per il "no" in provincia di Grosseto

Associazioni, sindacati e forze politiche unite contro la riforma costituzionale: “A rischio autonomia della magistratura e equilibrio tra i poteri”

Giovanni Ramiri

13 Gennaio 2026, 15:14

Partiti politici e associazioni aderenti al comitato per il no al referendum sulla giustizia

Partiti politici e associazioni aderenti al comitato per il no al referendum sulla giustizia

Si è costituito anche in provincia di Grosseto il Comitato per il NO al referendum costituzionale sulla giustizia, promosso da associazioni, sindacati e forze politiche impegnate nella difesa della Costituzione e dell’autonomia della magistratura.

L’obiettivo dichiarato è costruire una campagna capillare di informazione e partecipazione, per contrastare una riforma che prevede la separazione delle carriere dei magistrati e che, secondo i promotori, ridisegna in modo profondo e pericoloso l’assetto della giurisdizione nel nostro Paese.

Le ragioni del no

Secondo il Comitato grossetano, la riforma sottoposta a referendum non rende la giustizia più efficiente né più vicina ai cittadini, ma rischia di indebolire le garanzie di imparzialità e indipendenza dei magistrati, pilastri fondamentali dello Stato di diritto.

La riforma, inoltre, viene giudicata in grado di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, aprendo spazi di possibile condizionamento politico sull’autogoverno della magistratura e intaccando tutele costituzionali consolidate.

«Non è una riforma pensata per i cittadini comuni, per chi attende una giustizia più rapida ed efficace – sottolineano i promotori – ma un intervento che parla soprattutto a chi teme i controlli di una magistratura autonoma».

Secondo il Comitato, toccare l’indipendenza dei magistrati significa anche indebolire la tutela delle persone più fragili, delle vittime di reato e di chi si affida alla giustizia per il riconoscimento dei propri diritti.

Critiche al sorteggio nei nuovi organismi

Tra gli aspetti più contestati della riforma figura anche il meccanismo di sorteggio di alcuni componenti dei nuovi organismi di autogoverno.

«Non è con la sorte che si garantisce un sistema efficiente – osserva il Comitato – Come in ogni sistema che funziona, serve una selezione quanto più accurata possibile».

Referendum senza quorum e campagna informativa

Il Comitato per il NO richiama infine l’attenzione sulla natura confermativa del referendum, che non prevede quorum: la scelta di votare o di astenersi può quindi incidere direttamente sul futuro assetto della giustizia e sugli equilibri costituzionali.

Per questo, le realtà aderenti annunciano una campagna unitaria di iniziative pubbliche, assemblee nei territori, incontri con giuristi e costituzionalisti, con l’obiettivo di favorire un voto consapevole e informato.

«La giustizia ha bisogno di risorse, organizzazione e digitalizzazione – concludono i promotori – non di interventi che rischiano di ridurre l’autonomia della magistratura a un fatto solo formale. Difendere la legalità costituzionale significa anche difendere un sistema giudiziario capace di resistere alle pressioni del potere politico ed economico».

Le prime adesioni al Comitato NO Grosseto

Hanno aderito al Comitato provinciale per il NO al referendum sulla giustizia:

  • Anpi – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

  • Arci

  • Auser

  • Cdc – Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

  • CGIL

  • Grosseto città aperta

  • Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

  • Libertà e Giustizia

  • Legambiente

  • Movimento 5 Stelle

  • Partito Comunista Italiano (PCI)

  • Partito Democratico (PD)

  • Rifondazione Comunista

  • Sinistra Italiana

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