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Grosseto

Grosseto, Alessandro Mersi è il nuovo organista maggiore della cattedrale di San Lorenzo. L'intervista

Ilenia Lauritano

08 Novembre 2024, 15:30

alessandro mersi

Alessandro Mersi

Classe 1993, ingegnere e una passione contagiosa per la musica: Alessandro Mersi è il nuovo organista maggiore della cattedrale San Lorenzo di Grosseto. Succede così al precedente organista, il maestro Vincenzo Merone. La nomina formale è arrivata nel giorno di Tutti i santi, un risultato accolto dal giovane organista con felicità e commozione. Per Alessandro, infatti, questo traguardo assume un sapore speciale, perchè rappresenta un bell'epilogo di un desiderio nato quando era ancora bambino: le note emanate dai primi tasti proprio dell'organo della Cattedrale, toccati con timore e quasi per gioco dal piccolo musicista, hanno dato vita ad una sinfonia che continua ad accompagnarlo fino ad oggi.

"Il mio legame con l’organo del duomo risale a molto tempo fa, quando ancora non andavo nemmeno alle elementari e portavo mia nonna a sentir suonare - come lo chiamavo io - il tato dell’organo, il maestro Mauro Galgani che ha ricoperto il ruolo di organista del duomo per più di 50 anni, e tutte le volte rimanevo estasiato da questa macchina sonora meravigliosa - racconta Alessandro -. Ricordo che una volta, in braccio a mio babbo, Mauro mi fece pigiare un tasto ed io ebbi paura ma ne fui molto felice. Da lì, passando per lo studio del pianoforte ed in seguito quello dell’organo, sono arrivato proprio dove ho iniziato: all’organo Mascioni del duomo".

La curiosità è stata talmente forte da far trasformare quello che era solo un gioco in un percorso di vita: "Questi primi incontri hanno fatto nascere in me la voglia di iniziare a studiare per riuscire, un giorno, a suonare questo magnifico strumento. Ho frequentato corsi di pianoforte fin dalla terza elementare, per arrivare poi a studiare l'organo a canne da autodidatta. Grazie alla disponibilità di Don Giovanni, l'organo del Cottolengo è stato il primo su cui mi sono cimentato per scoprire tutti i segreti e le possibilità che questo strumento può offire. Ad aiutarmi, in questo percorso è stato sempre Mauro Galgani, a cui mi sono rivolto per consigli e spartiti. Un altro passo importante è stato il corso d'organo all'Istituto Chelli: sotto la guida del maestro Guido Morini ho potuto far crescere ancora di più il mio interesse verso l'organo".

Da questo momento in poi Alessandro è sempre stato molto attivo, partecipando a numerose iniziative in giro per tutta la diocesi: oltre ad animare le messe della sua parrocchia del Cottolengo, accompagna regolarmente la corale Puccini. In più, ha contribuito ad organizzare la rassegna Tutta la musica dell'organo, che ha portato nel Duomo di Grosseto organisti di calibro internazionale. Si è occupato anche del restauro dell’organo del Cottolengo e dell’intervento di manutenzione dell’organo della Parrocchia del Sacro Cuore. Quest'estate ha animato, in cattedrale, il matrimonio di Federico Chiesa e Lucia Bramani, ricevendo i complimenti proprio dal calciatore campione del mondo. 

Insomma, per Alessandro la musica è molto di più di un semplice passatempo. "Per me musica è libertà. E' parte di me, è una valvola di sfogo di cui non potrei mai fare a meno - spiega Alessandro Mersi -. Anche durante i miei viaggi personali non riesco a fare a meno di andare a provare gli organi delle varie chiese dal duomo di Milano, fino alla basilica di San Pietro, Pisa, Lucca e Savona. Penso che l'organo sia uno degli strumenti più affascinanti che esistano al mondo e non smetterò mai di studiarlo. L'organo del duomo di Grosseto - un Mascioni Opus 775 acquistato nel 1959 e inaugurato nel 1960 - non ha nulla da invidiare ad altri suoi colleghi più famosi. Con le sue 1906 canne è il più grande della Maremma e possiede un'ottima qualità del suono, calda con bassi rigorosi e potenti, che lo fa apprezzare anche dai tanti organisti italiani che l'hanno suonato nel corso del tempo. Quindi da musicista, non posso che essere onorato di suonare questo strumento".

"Per questo motivo ci tengo a ringraziare le persone che hanno creduto in me e nel mio percorso. Ringrazio don Giovanni e don Gian Paolo per avermi permesso in questi anni di ricoprire il ruolo di organista nella mia parrocchia cioè il Cottolengo di Grosseto - conclude l'organista -, ringrazio il maestro Mauro Galgani che mi ha affidato il suo organo da studio di casa ed ha custodito l’organo del duomo per anni, ringrazio il maestro Vincenzo Merone per l’amicizia, ringrazio il Capitolo della Cattedrale in particolare il Proposto don Ivano e don Gian Paolo per avermi affidato questo servizio". 


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