Grosseto
Il corteo - fonte: ufficio stampa diocesi di Grosseto
In un periodo storico attraversato da guerre e violenza, una marea festosa e colorata ha invaso le strade di Grosseto il pomeriggio del 31 gennaio in occasione della manifestazione “Passo dopo passo per la Pace e per la Vita”. Un’iniziativa promossa dalla diocesi di Grosseto che ha visto la partecipazione di almeno 600 persone, unite dal desiderio di affermare pubblicamente che la pace non è un tema astratto o lontano, ma una responsabilità quotidiana che riguarda le comunità, le relazioni e la vita di ogni essere umano.
Nessuna bandiera o schieramento: solo tante famiglie, bambini, giovani, nonni, associazioni, scuole cattoliche e realtà ecclesiali del territorio, che hanno camminato insieme, scegliendo uno stile disarmato e inclusivo per condannare tutte le guerre, le ingiustizie e ogni forma di violenza che segna il nostro tempo.
Il semplice gesto del camminare si è trasformato in un segno tangibile di vicinanza verso quanti vivono condizioni di fragilità, solitudine, emarginazione o assenza di speranza.

Gli striscioni davanti al Duomo di Grosseto - fonte: ufficio stampa diocesi di Grosseto
Sin dalle fasi iniziali del cammino, i contributi hanno messo in luce il significato più autentico dell’iniziativa. «Siamo qui perché ci siamo sentiti interpellati e chiamati per nome - è stato ricordato - per un gesto visibile e concreto, per condannare le ingiustizie e le guerre che attanagliano il nostro mondo», optando per percorrere le vie urbane come semplici residenti, nel ritmo della vita di tutti i giorni.
Si è manifestata con decisione la determinazione a essere uomini e donne “del risveglio”, che rifiutano il silenzio dinanzi alle ingiustizie, si lasciano interpellare dal dolore di un’umanità ferita e respingono la legge del più forte, all’origine di sfruttamento e prevaricazione ai danni dei più deboli.
L’attenzione è stata rivolta soprattutto a quanti si sentono prostrati dalla propria condizione di vita, a chi fatica a intravedere un orizzonte per il futuro e a coloro che si percepiscono oppressi dal giudizio altrui. In questo quadro, il camminare insieme ha assunto il valore di una testimonianza pubblica: scegliere la pace significa spogliarsi delle armi del cuore, delle parole, dei pensieri e dei gesti, per edificare legami fondati sull’ascolto, il rispetto e una responsabilità condivisa.
Il percorso ha preso avvio alle ore 15.00 dal Seminario Vescovile e si è snodato attraverso le vie della città, toccando luoghi simbolici e realtà impegnate nell’educazione, nella carità, nel volontariato e nella promozione della vita. A unire le diverse tappe è stato il filo rosso degli scritti del vescovo don Tonino Bello, che hanno orientato il percorso con riflessioni capaci di coniugare pace, giustizia e disarmo interiore, offrendo a tutti una condivisa bussola spirituale ed etico-civile.

I manifestanti sul sagrato del Duomo - fonte: ufficio stampa diocesi di Grosseto
Un momento particolarmente significativo a cui si è assistito è stato l'intervento davanti al Palazzo Comunale, dove l’assessora alla Scuola Angela Amante ha letto un brano di don Tonino Bello, per poi recitare il contenuto di alcune lettere che studenti e studentesse delle scuole medie, hanno indirizzato ai “grandi della terra”: un richiamo esplicito e audace al senso di responsabilità degli adulti e dei decisori politici.
Il culmine del cammino è arrivato in piazza Duomo. Sul sagrato della cattedrale è stato reso pubblico un testo comune di pace, gesto tangibile di dialogo tra fedi diverse e di impegno condiviso alla coesistenza civile, al mutuo rispetto e alla fraternità.
Nel suo intervento conclusivo, il vescovo Bernardino Giordano ha richiamato il legame profondo tra pace e vita:
«Vogliamo innanzitutto ringraziare per il dono della vita che tutti noi abbiamo. Più ci avviciniamo alla presenza di Dio nella nostra vita, più cresce la vita stessa e più la pace ha occasione di essere sperimentata».
«Buone decisioni», ha augurato il monsignore per concludere il suo discorso.
“Passo dopo passo per la Pace e per la Vita” è l’esito di un lungo percorso di dialogo e confronto tra realtà eterogenee, che hanno scelto di sedersi allo stesso tavolo e procedere fianco a fianco. In un quadro internazionale attraversato da conflitti e tensioni, capaci di anestetizzare le coscienze alla violenza, l’iniziativa ha inteso ribadire che la pace si costruisce dal basso, nei territori, riallacciando legami lacerati che possono essere ricomposti.

I partecipanti - fonte: ufficio stampa diocesi di Grosseto
Il messaggio finale, condiviso da tutti i partecipanti, è stato un augurio e un impegno allo stesso tempo: «Buon cammino». Perché la pace, come la vita, si costruisce davvero solo così: passo dopo passo, insieme.
L'evento è stato promosso e condiviso da: Abitare la Notte; Agesci; Azione Cattolica; Caritas; Centro Volontari della Sofferenza; Congregazione Madonna delle Grazie; Fondazione G. Chelli; Fondazione Polo Universitario Grossetano; Gioventù Francescana; L’Altra Città; Libera – associazioni, nomi e numeri contro le mafie; M.A.S.C.I. Grosseto 1; Movimento dei Focolari; Movimento per la Vita; Ordine Francescano Secolare; Scout d’Europa-Fse; Agesci; Serra club; Arciconfraternita di Misericordia; Cisom; Ufficio diocesano catechistico/commissione per la Disabilità.
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