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Economia

Stop ai finti artigiani, Confartigianato e Cna soddisfatti: "Così proteggiamo il settore e i consumatori"

Giovanni Ramiri

02 Aprile 2026, 12:01

Stop ai finti artigiani, Confartigianato e Cna soddisfatti: "Così proteggiamo il settore e i consumatori"

Mauro Ciani e Anna Rita Bramerini

Stop ai finti artigiani. Con la modifica dell’articolo 5 della legge quadro per l’artigianato (n. 443 del 1985) arriva un intervento che punta sia a semplificare le procedure di iscrizione all’albo delle imprese artigiane, sia a rafforzare il valore giuridico della denominazione “artigianato”.

I nuovi commi introdotti, l’ottavo e il nono, stabiliscono infatti che il termine “artigianato” può essere utilizzato esclusivamente dalle imprese regolarmente iscritte all’albo. Diventa quindi vietato inserire riferimenti all’artigianato nella denominazione, nell’insegna, nel marchio o nella promozione di prodotti e servizi se l’azienda non è iscritta e non realizza direttamente attività qualificabili come artigianali.

Il divieto riguarda anche consorzi e società consortili che non risultano iscritti nella sezione separata dell’albo. Per chi non rispetta queste disposizioni sono previste sanzioni pesanti: una multa pari all’1% del fatturato, con un minimo di 25mila euro per ogni violazione.

«Un passo avanti verso la riforma del settore – commenta Anna Rita Bramerini, direttrice di Cna Grosseto – per cui la nostra associazione si batte da tempo».

Proprio alla luce di questa novità normativa, Cna Grosseto e Confartigianato Imprese Grosseto si uniscono alla richiesta avanzata a livello regionale dalle rispettive associazioni, chiedendo alla Regione Toscana di adeguare la normativa locale.

«È necessario – sottolinea Mauro Ciani, direttore di Confartigianato Imprese Grosseto – che anche la legge regionale 53/2008 recepisca questo nuovo obbligo».

Per le due associazioni si tratta di un passaggio fondamentale: una misura che tutela il valore economico e reputazionale delle imprese artigiane e che contribuisce a contrastare fenomeni di concorrenza sleale.

«L’obiettivo è chiaro – concludono Bramerini e Ciani –: uniformare le regole su tutto il territorio nazionale, evitare usi impropri del termine “artigianato” e proteggere i consumatori, oltre che le vere imprese del settore, che rappresentano un pilastro del sistema produttivo e un’eccellenza riconosciuta anche in Toscana».

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