Economia
Città di Grosseto
Meno imprese sulla carta, ma aziende mediamente più strutturate e con una presenza crescente di unità locali. È questa la fotografia che emerge dal report “Demografia d’impresa 2025” realizzato dal Centro Studi e Servizi della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, un’anteprima dei dati che saranno presentati nel prossimo Rapporto sull’Economia durante la Giornata dell’Economia.
Nel territorio della Camera di Commercio – che comprende le province di Grosseto e Livorno – al 31 dicembre 2025 risultano 60.575 sedi d’impresa registrate, con una flessione contenuta dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Un dato comunque migliore rispetto alla media regionale (-0,9%) e nazionale (-0,5%).
Nonostante il leggero calo delle sedi principali, il sistema produttivo mostra segnali di adattamento e consolidamento, anche grazie all’aumento delle unità locali, che hanno raggiunto quota 17.080.
“I dati ci restituiscono l’immagine di un tessuto economico in lenta ma costante trasformazione – commenta il presidente della Camera di Commercio Riccardo Breda –. Da un lato vediamo imprese che si irrobustiscono, con la crescita delle società di capitali e delle unità locali. Dall’altro pesa il progressivo invecchiamento della popolazione residente, che rallenta la creazione di nuove imprese, come dimostra l’ennesima flessione delle imprese giovanili”.
Guardando nello specifico alla provincia di Grosseto, le sedi d’impresa registrate sono 28.722, con una flessione molto contenuta pari al -0,2%.
Il saldo tra iscrizioni e cessazioni è negativo per 44 imprese, risultato di 1.349 nuove iscrizioni (in aumento dello 0,4%) e 1.393 cessazioni (in calo del 3,7%). Tuttavia, depurando il dato dalle cancellazioni d’ufficio, il tasso di crescita netto risulta positivo (+0,68%), segnale di una dinamica imprenditoriale ancora attiva.
Il sistema produttivo grossetano resta fortemente legato ai suoi settori storici. Il primario continua a rappresentare il pilastro dell’economia provinciale con 9.035 imprese, pari al 31,5% del totale. Subito dopo si collocano i servizi, con 9.202 attività (32%).
Seguono il commercio, che conta 4.426 imprese (15,4%), e le costruzioni con 3.414 sedi (11,9%).
Nel complesso del territorio della Camera di Commercio emerge una tendenza sempre più evidente: le imprese si trasformano nella loro struttura.
Le società di capitale continuano a crescere (+2,2%), mentre le imprese individuali, pur restando la maggioranza con il 56,8% del totale, registrano un leggero calo (-0,6%).
Le dinamiche demografiche incidono anche sul mondo imprenditoriale: diminuiscono le imprese giovanili (-1,8%) e quelle femminili (-0,3%), mentre cresce in modo significativo l’imprenditoria straniera (+4,4%).
Analizzando i macrosettori economici, il quadro è variegato.
Le costruzioni mostrano una sostanziale stabilità (+0,1%), così come i servizi legati al turismo – alloggio e ristorazione – che segnano solo una lieve flessione (-0,1%).
Il primario registra un leggero calo (-0,4%), mentre le diminuzioni più marcate riguardano il commercio (-2,5%) e il manifatturiero (-1,8%).
In crescita, invece, buona parte del terziario avanzato, in particolare le attività professionali, scientifiche e tecniche (+3,1%) e quelle finanziarie e assicurative (+4,5%).
Nel complesso, il quadro che emerge è quello di un sistema economico che, pur in presenza di qualche segnale di rallentamento, continua a riorganizzarsi e a rafforzarsi, con imprese sempre più strutturate e orientate ai servizi.
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