ECONOMIA
Marco Simiani
I numeri citati dal deputato maremmano Marco Simiani descrivono una vera e propria emorragia del settore terziario: nel solo 2025, in Italia hanno abbassato la saracinesca circa 17 mila negozi, con una media di 46 chiusure al giorno.
Questi numeri, fanno da quadro generale a quelli divulgati recentemente da Confcommercio Grosseto sul centro storico cittadino. Secondo le analisi di Confcommercio, infatti, tra il 2012 e il 2025 il numero delle attività commerciali nell’area centrale della città si è quasi dimezzato, con una flessione complessiva del 44,7%. Un calo che racconta in modo evidente le difficoltà del commercio tradizionale e il rischio crescente di desertificazione commerciale.
Secondo Simiani, di fronte a questa crisi strutturale, il Governo Meloni manterrebbe un atteggiamento di immobilismo, ostacolando anche le soluzioni proposte dalle opposizioni.
Il fulcro della polemica riguarda la proposta di legge sui negozi di vicinato, attualmente ferma a Montecitorio. Il piano presentato dal Partito Democratico prevede tre pilastri fondamentali:
Incentivi ai cittadini: Un programma di rimborso (cashback) fino a 200 euro l’anno per chi sceglie di acquistare nei negozi fisici invece che sulle piattaforme online.
Semplificazione fiscale: Riduzione degli adempimenti burocratici che gravano sui piccoli esercenti.
Sostegno tecnologico: Contributi per l'acquisto e l'aggiornamento dei registratori di cassa.

L'area del centro storico di Grosseto vista dall'alto
Un altro fronte caldo è quello dei costi operativi. Simiani ha annunciato una proposta inserita nel Decreto Bollette per abbattere le spese energetiche nei cosiddetti Centri commerciali naturali. «I negozi sono l'anima del tessuto sociale, un presidio fondamentale per la vita delle comunità locali - ha dichiarato Simiani - Non sono solo economia e occupazione, ma sicurezza e presidio del territorio. Serve una reale volontà politica per invertire la rotta: basta parole, servono fatti».
Il deputato sottolinea come il grido d'aiuto non arrivi solo dalla politica, ma sia confermato dai rapporti drammatici delle associazioni di categoria. L'obiettivo è trasformare il commercio di prossimità in una priorità dell'agenda di governo, evitando che i borghi e le periferie si trasformino in "deserti" commerciali.
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