Predatori
Nella cornice Mirella Pastorelli, presidente del Comitato Pastori d’Italia. Sullo sfondo la pecora vittima di predazione
Tre predatori, apparentemente lupi, ch, in pieno giorno e senza alcun timore dell’uomo, si avventano su una pecora sbranandola davanti agli occhi dell'operaio. È l’ennesimo episodio di predazione che scuote la Maremma, avvenuto la mattina di venerdì 13 marzo intorno alle ore 11:00 nell’azienda agricola di Luigi Farina, in località “La Selva” ad Albinia.
L’attacco è stato fulmineo e brutale. Nonostante la presenza del personale che controllava il gregge, i predatori hanno agito indisturbati. «È stato un momento terribile - racconta l’allevatore Luigi Farina - Sentire il belare degli agnelli impauriti e vedere la pecora sbranata è qualcosa che non si può dimenticare».

La pecora vittima di predazione
Secondo Farina, la situazione è ormai al punto di rottura. «Gli allevatori chiedono risposte concrete prima che la chiusura delle ultime aziende superstiti provochi danni irreversibili non solo all’economia casearia - ricorda Farina - ma anche alla tenuta idrogeologica del territorio, minacciato dalla desertificazione e dall'abbandono delle campagne».
Sulla vicenda è intervenuta con fermezza Mirella Pastorelli, Presidente del Comitato Pastori d’Italia, definendo la situazione «vergognosa e non più tollerabile». Rimarcando il fatto che gli allevamenti maremmani vengono decimati quotidianamente da un numero di lupi definito ormai fuori controllo, mettendo a rischio un intero comparto d’eccellenza.

Mirella Pastorelli
La Presidente ha colto l'occasione per richiamare direttamente la politica nazionale, rivolgendosi al Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), Gilberto Pichetto Fratin. Con la recente conclusione dell’iter per il declassamento del lupo (da specie "particolarmente protetta" a "protetta"), il Comitato chiede l'attivazione immediata dei piani di contenimento nazionali. «Chiediamo che vengano messi in atto in tempi velocissimi i prelievi - dichiara Pastorelli - Il piano di gestione è fondamentale per evitare polemiche strumentali. Chi si oppone al declassamento, spesso beneficiando di fondi europei per studi che non portano risultati concreti, ignora il dramma quotidiano vissuto da chi lavora sulla terra».

Il Ministro Gilberto Pichetto Fratin (Foto LaPresse)
Il messaggio che Pastorelli lancia da Albinia è chiaro: senza una gestione attiva della fauna selvatica che preveda anche l’allontanamento o il prelievo degli esemplari problematici, il destino della pastorizia in Maremma appare segnato. Sono molti gli allevatori che chiedono una traduzione del nuovo status giuridico del predatore in azioni di difesa per chi, ogni giorno, vede il proprio lavoro andare distrutto in pochi istanti. Alcuni pensano che non basti, ma come ribadisce Pastorelli questa possibilità di primi prelievi non deve farsi attendere.
Il settore da anni è messo alla prova dal "fattore predazioni" e molti angoli di campagna tra Amiata e costa maremmana che prima vedevano nell'allevamento ovino motivo di presidio e fonte di reddito, si sono già spopolati.
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