Welfare
La presentazione della misura in Regione
Non più un privilegio per pochi, ma un diritto garantito per decine di migliaia di famiglie. Il presidente della Regione Eugenio Giani e l’assessora all'istruzione Alessandra Nardini hanno presentato oggi la nuova annualità di una misura che sta cambiando il volto del welfare toscano e maremmano. L’obiettivo è chiaro: combattere la povertà educativa e favorire l'occupazione femminile, garantendo l'uguaglianza fin dai primi passi.

Eugenio Giani
Il percorso per l'accesso ai contributi segue due fasi distinte:
Fase Comuni (in corso): Le amministrazioni comunali hanno tempo fino al 24 aprile per accreditare i propri servizi (pubblici e privati) e stilare l'elenco delle strutture aderenti.
Fase Famiglie (Giugno 2026): Una volta pronti gli elenchi comunali, i genitori potranno presentare domanda sulla piattaforma regionale.
I requisiti principali:
Soglia ISEE: Confermata fino a 40.000 euro.
Età: Bambini dai 3 ai 36 mesi.
Importo: Il contributo regionale (fino a 527,27 euro) sommato al Bonus INPS permette di coprire rette fino a 800 euro mensili, rendendo il nido effettivamente gratuito.

La presentazione della misura in Regione
Grazie a questo investimento strutturale, la Toscana ha raggiunto risultati di eccellenza europea:
Partecipazione: Il 50% dei bambini toscani tra 0 e 3 anni frequenta un nido, polverizzando l'obiettivo UE del 33%.
Crescita costante: Dai 13.431 beneficiari della prima edizione si è arrivati ai 15.388 dello scorso anno, per un totale di oltre 43.000 famiglie aiutate in tre anni.
Soddisfazione: Il 97% delle famiglie si dichiara soddisfatto o molto soddisfatto della misura.

L'assessora Alessandra Nardini
Per le famiglie che superano la soglia di Nidi Gratis, la Regione non interrompe il sostegno. Esiste infatti la misura complementare "Nidi di Qualità", che prevede riduzioni tariffarie tramite buoni servizio per i nuclei con ISEE compreso tra 40.000 e 50.000 euro, garantendo così una copertura quasi totale del ceto medio. «Il destino di nessun bambino deve essere già scritto alla nascita sulla base delle condizioni socio-economiche della famiglia», ha ribadito l'assessora Nardini.
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