Economia
Anastasia Vecchiarelli
C’è un pezzo di Maremma in prima linea per il futuro dell’agricoltura regionale. Anastasia Vecchiarelli, 36 anni, imprenditrice agricola di Ribolla (Roccastrada), è stata eletta all’unanimità presidente di Agia, l’associazione che riunisce i giovani imprenditori della Cia Toscana.
L'elezione è avvenuta ieri, 6 marzo, a Firenze, durante l'assemblea Destinazione Agricoltura 2066, un titolo che è tutto un programma: l'obiettivo ambizioso è arrivare al 30% di giovani agricoltori entro i prossimi quarant'anni, ribaltando una realtà che oggi vede i conduttori under 40 fermi a un drammatico 8% a livello nazionale, con la Toscana che segue a ruota con dati poco inferiori.

Un momento dell'assemblea
La storia di Anastasia Vecchiarelli è l'emblema del ricambio generazionale che non è un miraggio. Cresciuta nell'azienda dei nonni materni a Ribolla, ha deciso di restare legata alla terra prendendo in affitto i terreni di famiglia per avviare la propria attività da sola: l'Azienda Agricola Montegrappa. Oggi Anastasia produce olio, zafferano, orticole (carciofi, legumi dall’occhio e ortaggi). Tutto seguendo rigorosamente il metodo biologico, trasformando i prodotti di stagione in eccellenze del territorio.

Anastasia Vecchiarelli con Lapo Somigli, presidente uscente di Agia
Il quadro emerso dall'assemblea è critico: in Toscana oltre il 35% delle aziende è condotto da over 65. «L’invecchiamento della popolazione agricola non è solo un dato demografico – è stato sottolineato durante i lavori – ma un fenomeno che incide sulla capacità di innovazione e sulla resilienza ai cambiamenti climatici». A questi dati vanno accostati quelli della crescente frammentazione fondiaria e del progressivo abbandono dei terreni intorno al 6% (che, come sottolinea Cia, sale nelle aree interne e montane). «Considerato che circa il 92% del territorio toscano è classificato come rurale o montano - è stato evidenziato dai lavori - il problema assume una dimensione sistemica: economica, sociale, ambientale e demografica».
Nel suo primo discorso da presidente, Vecchiarelli ha lanciato un appello alle istituzioni: «Chiediamo alla Regione di assumere il ricambio generazionale come priorità trasversale. Non servono solo bonus, ma infrastrutture, fiscalità agevolata e servizi sociali nelle aree rurali. Al Governo italiano chiediamo stabilità normativa, semplificazione e strumenti finanziari coerenti con le esigenze delle nuove imprese agricole. Alle istituzioni europee, a partire dalla Commissione Europea, chiediamo una Politica Agricola Comune forte, non frammentata, capace di garantire equità tra territori e risorse dedicate ai giovani agricoltori».

Un momento durante i lavori dell'assemblea
Sulla stessa linea il presidente di Cia Toscana, Valentino Berni: «Il sostegno pubblico non può limitarsi al momento del primo insediamento. L'impresa va accompagnata per i primi 5-7 anni di start-up, la fase più rischiosa. Servono garanzie sul credito, una riforma della Banca della Terra e una drastica semplificazione burocratica».
«Il raggiungimento dell’obiettivo del 30% di giovani agricoltori entro il 2066 non è una proiezione astratta - conclude Berni - ma un traguardo politico e istituzionale che deve orientare le scelte legislative, finanziarie e amministrative dei prossimi decenni».

Valentino Berni durante l'assemblea
ValeIl piano d'azione proposto da Agia e Cia si articola in punti chiari:
Accompagnamento pluriennale alle nuove imprese.
Accesso facilitato al credito con garanzie pubbliche.
Patto intergenerazionale per rendere conveniente il passaggio di testimone dai padri ai figli (o dai nonni ai nipoti).
Investimenti in tecnologia per contrastare la crisi climatica e migliorare la redditività lungo la filiera.
Con la nomina di Anastasia Vecchiarelli, la Maremma si conferma laboratorio di un'agricoltura che sa guardare alle radici per innovare, cercando di trasformare il "mestiere dei nonni" in una professione solida e appetibile per le nuove generazioni.
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