ECONOMIA
Confesercenti premia le imprenditrici del territorio
Non solo numeri, ma storie di coraggio, radici e visione. Si è tenuto a Grosseto il convegno organizzato da Impresa Donna Confesercenti, un appuntamento dedicato all'analisi dell'imprenditoria femminile in provincia e alla premiazione di otto eccellenze locali che si sono distinte tra commercio, servizi e turismo.
L’iniziativa, dal titolo “Riconoscimenti e storie di imprenditrici del territorio”, ha visto la partecipazione della prefetta Paola Berardino, del vicepresidente della Provincia Valentino Bisconti e dei vertici di Confesercenti, con il vicepresidente Massimiliano Mei e il direttore Andrea Biondi.
Il momento centrale dell'evento è stato la consegna dei riconoscimenti a otto donne che incarnano la diversità e la forza dell'economia provinciale:
Erika Morselli: Pubblico esercizio (Monticello Amiata)
Giulia Cardini: Impianto di carburante Cardini e Lazzerini (Follonica)
Francesca Verdi: Negozio "Scampoli & Merceria" (Grosseto)
Stefania Lo Forte: Bar "Il Puntone" e bottega "Il Paniere" (Scarlino)
Alessandra Francini: Parrucchiera (Bagno di Gavorrano)
Naomi Balsamo: Consulente finanziaria (Grosseto)
Martina Zullo: Pizzeria "La Pala Magica" (Gavorrano)
Anna Barberini: Glamping "BeVedetta" (Scarlino)
[Image: A group photo of the awarded entrepreneurs with local authorities in Grosseto]
«Le imprese guidate da donne non sono solo attività economiche, ma veri presidi sociali», ha sottolineato Ambra Passaro, presidente provinciale di Impresa Donna Confesercenti. Soprattutto nei piccoli centri della provincia, queste attività garantiscono servizi essenziali, mantengono vivi i centri storici e sostengono l’attrattività turistica.
Tuttavia, il quadro resta complesso. Sebbene i servizi professionali siano in crescita (+3% nel grossetano), pesano le difficoltà strutturali: l'accesso al credito, la necessità di competenze digitali e l'eterno nodo della conciliazione tra lavoro e famiglia.

Andrea Biondi
Sulla tenuta del settore è intervenuto il direttore di Confesercenti, Andrea Biondi, invitando a una riflessione pragmatica: «L’imprenditoria femminile non è automaticamente una storia di crescita. Il sistema resiste ma espelle le forme più fragili. La vera sfida non è contare quante imprese aprono, ma quante riescono a restare sul mercato nel tempo senza esaurire il capitale umano ed economico».
Il convegno, supportato dal partner Enegan, si è chiuso con un appello chiaro: per sostenere l'impresa rosa in Maremma servono strumenti finanziari dedicati, percorsi di educazione finanziaria e reti d'impresa capaci di superare i limiti delle piccole dimensioni.
Investire nelle imprenditrici maremmane significa, in ultima analisi, investire nella tenuta stessa delle comunità locali, dalla costa alle vette dell'Amiata.
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