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Economia

Caporalato, stretta in Toscana: protocollo per Grosseto e Siena, verso una legge regionale

Dopo le battaglie della Flai Cgil, il convegno con Maurizio Landini e Eugenio Giani e l’annuncio

Roberto Bata

05 Marzo 2026, 13:01

Caporalato, stretta in Toscana: protocollo per Grosseto e Siena e verso una legge regionale

Da sinistra: il mediatore culturale e il lavoratore immigrato intervistati durante il convegno in Regione contro lo sfruttamento lavorativo

Una svolta strutturale per dire addio allo sfruttamento nei campi. È quanto emerso dal convegno organizzato a Firenze da Cgil e Regione Toscana, che ha visto la partecipazione del Segretario generale Maurizio Landini e del Governatore Eugenio Giani. Al centro del dibattito, la necessità di trasformare le "buone pratiche" di contrasto al caporalato in norme di legge invalicabili.

Per il territorio maremmano e senese la notizia è doppia: da un lato l'imminente firma di un protocollo per la legalità con le Prefetture locali, dall'altro l'annuncio di una legge regionale contro lo sfruttamento che potrebbe fare della Toscana un modello nazionale.

Un momento del convegno

Il "modello edilizia" applicato ai campi

La proposta lanciata dalla Flai Cgil e raccolta dal Presidente Giani mira a introdurre gli indici di coerenza in agricoltura. Si tratta di un meccanismo simile al DURC di congruità già esistente in edilizia: in sostanza, si verificherà per legge se le ore di lavoro dichiarate da un'azienda corrispondano alla sua reale capacità produttiva e alle dimensioni dei terreni.

Da sinistra: Andrea Biagianti (segretario Flai Cgil Siena), Mirko Borselli (segretario Flai Cgil Toscana) e Paolo Rossi (segretario Flai Cgil Grosseto)

«Siamo molto soddisfatti che il Presidente Giani abbia raccolto l’esigenza di una legge regionale sullo sfruttamento – ha commentato Mirko Borselli, Segretario Generale Flai Cgil Toscana – Nelle nostre proposte alla Commissione d’Inchiesta avevamo evidenziato la necessità di introdurre gli indici di coerenza previsti dalla legge. Per contrastare il caporalato in agricoltura è indispensabile verificare la corrispondenza tra le ore di lavoro dichiarate e la reale capacità produttiva dell’azienda ».

Il percorso che ha portato a questi risultati nasce dal "basso", grazie alle attività della Flai Cgil che, lo scorso ottobre, dopo aver mappato i flussi della manodopera migrante è scesa in campo con le Brigate del Lavoro, incontrando centinaia di lavoratori all'alba nelle campagne tra Grosseto e Siena. Le denunce della Flai hanno dato il via a un intervento concreto dei Prefetti di Siena e Grosseto con la convocazione congiunta del Comitato dell’ordine e della sicurezza, che ha varato una task force interprovinciale. Di conseguenza, vista anche la sempre maggiore centralità della problematica, sono arrivate le audizioni della Commissione d'Inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia.

Un'attività delle Brigate del Lavoro durante l'incontro dei lavoratori all'alba

«Ringraziamo i Prefetti per la disponibilità – dichiarano Paolo Rossi (segretario Flai Cgil Grosseto) e Andrea Biagianti (segretario Flai Cgil Siena) – e auspichiamo di sottoscrivere rapidamente il protocollo per dare risposte immediate. Ora il lavoro del sindacato contribuisce alla codifica di una legge regionale: è fondamentale mettere a sistema la legalità».

Un momento del convegno

Landini: «Toscana prima in Italia»

Il segretario Maurizio Landini ha sottolineato l'importanza storica del passaggio: la Toscana potrebbe essere infatti la prima Regione in Italia a introdurre per legge gli indici di coerenza agricoli. Un intervento che, insieme ai protocolli prefettizi, punta a risolvere in modo definitivo l'annoso problema dello sfruttamento di lavoratrici e lavoratori, garantendo dignità a chi produce le eccellenze del nostro territorio.

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