Economia
Nella cornice, Simone Castelli, presidente provinciale di Coldiretti Grosseto
La Provincia di Grosseto dice basta al falso Made in Italy. Il Consiglio Provinciale ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno che impegna l'ente a promuovere la revisione dell'articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013 in materia di origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Il documento recepisce una iniziativa Coldiretti Grosseto ed è stato promosso dai consiglieri Amedeo Gabbrielli, Angelo Pettrone e Alfiero Pieraccini di Noi Moderati, e ha raccolto il consenso di tutti i consiglieri presenti.
L'iniziativa nasce da una precisa richiesta di Coldiretti Grosseto, che nei giorni scorsi aveva scritto ai sindaci e agli amministratori della provincia invitandoli ad approvare un apposito ordine del giorno nei rispettivi consigli comunali, definendo la modifica del codice doganale «la madre di tutte le battaglie».

Un banco di Campagna Amica di Coldiretti a Grosseto
Nel mirino c'è proprio l'articolo 60 del Regolamento europeo, che consente di attribuire l'origine di un prodotto al Paese dell'ultima lavorazione sostanziale, anche quando la materia prima proviene dall'estero. In questo modo, spiega Coldiretti, il grano canadese trattato con glifosate può diventare pasta italiana, il pomodoro cinese passata, la cagliata ucraina formaggio, la coscia di suino e il petto di pollo sudamericani prosciutto e bocconcini — e finire sugli scaffali con l'etichetta Made in Italy.
«Un pezzo importante della competitività delle imprese agricole e del contrasto alla concorrenza sleale che affossa la dignità dei nostri agricoltori passa da qui — ha dichiarato il presidente provinciale di Coldiretti Grosseto Simone Castelli — È il momento di garantire piena trasparenza sul cibo che finisce sulle nostre tavole. Questa è l'occasione per cambiare regole che fino ad oggi hanno penalizzato gli agricoltori e favorito industrie e trasformatori che sfruttano il potere evocativo del Made in Italy, generando confusione nei consumatori».

Simone Castelli a un incontro Coldiretti Grosseto
La risposta della Provincia non si è fatta attendere. L'ordine del giorno approvato impegna l'ente a farsi promotore (anche attraverso l'Unione delle Province d'Italia) di un'azione istituzionale coordinata a livello europeo per introdurre criteri più chiari e stringenti sulla reale provenienza delle materie prime. Al centro del provvedimento:
la tutela delle imprese agricole locali dalla concorrenza sleale
la valorizzazione delle produzioni tipiche del territorio maremmano
una maggiore trasparenza sull'origine delle materie prime a garanzia dei consumatori
il rafforzamento della qualità e della sicurezza alimentare
la difesa del vero prodotto italiano sui mercati nazionali e internazionali
I consiglieri proponenti hanno sottolineato il contributo determinante offerto da Coldiretti Grosseto nella predisposizione del testo, con dati, analisi tecniche e riferimenti normativi. «L'approvazione unanime di questo ordine del giorno — affermano Gabbrielli, Pettrone e Pieraccini — rappresenta un segnale forte e unitario a difesa delle nostre imprese agricole e dei consumatori. La Maremma e i suoi produttori meritano tutele chiare e strumenti adeguati per competere in modo leale. Ringraziamo Coldiretti Grosseto per la collaborazione, la competenza e l'impegno costante nel valorizzare l'identità del nostro territorio».
Con questo atto, la Provincia di Grosseto ribadisce il proprio impegno a sostegno del comparto agricolo, patrimonio economico, culturale e identitario della comunità locale.
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