Commercio
Gabriella Orlando e Giulio Gennari, rispettivamente direttrice e presidente di Confcommercio Grosseto
Dall’esperienza di un’azienda nata e cresciuta sul Monte Amiata può arrivare una riflessione utile per il futuro delle aree interne. Dopo la scomparsa, nei giorni scorsi, di Ubaldo Corsini, Confcommercio Grosseto propone un ragionamento sul valore economico e sociale della vicenda imprenditoriale legata a Corsini Bakery Dolci e Biscotti, indicata come esempio di radicamento, sviluppo e continuità nel tempo.
Secondo l’associazione, ci sono storie che “vanno oltre la cronaca e diventano patrimonio collettivo”. La traiettoria dell’impresa, simbolicamente connessa a Castel del Piano e al Monte Amiata, viene letta come dimostrazione di come un’azienda locale possa trasformarsi in ambasciatrice del territorio, generando occupazione e identità economica, e offrendo spunti anche su come affrontare fragilità strutturali tipiche dei contesti periferici.

Ubaldo Corsini
A sottolineare il significato di questo percorso sono il presidente di Confcommercio Grosseto Giulio Gennari e la direttrice Gabriella Orlando: «Imprenditori così hanno davvero lasciato il segno nella storia dell’economia del territorio. La crescita dell’azienda Corsini dimostra che anche in aree segnate da limiti infrastrutturali e da collegamenti non sempre adeguati è possibile costruire valore competitivo, se si ha il coraggio di investire e di innovare restando fedeli alla propria terra».
Per Confcommercio il “caso Corsini” viene associato a una scelta precisa: non delocalizzare e non abbandonare il territorio d’origine, ma continuare a investire sull’Amiata, mantenendo una parte significativa della produzione a Castel del Piano. Una decisione che, per l'associazione, ha contribuito a creare ricchezza diffusa e posti di lavoro, permettendo a molte famiglie di rimanere sul territorio e contrastando spopolamento e fragilità economica che spesso colpiscono le aree interne.
Il tema del deficit infrastrutturale resta centrale nella riflessione dell’associazione, ma viene affiancato dal riconoscimento del ruolo giocato da chi fa impresa anche in condizioni non ottimali. «Quando parliamo di deficit infrastrutturale – proseguono Gennari e Orlando – dobbiamo certamente chiedere con forza interventi e politiche adeguate. Ma dobbiamo anche riconoscere che esistono imprenditori che, pur in assenza di condizioni ideali, hanno saputo scalare quei limiti con determinazione, puntando sulla qualità, sull’organizzazione, sull’internazionalizzazione. È questa la lezione più alta che possiamo trarre».
Un ulteriore passaggio evidenziato da Confcommercio riguarda la continuità dell’azienda attraverso il passaggio generazionale: «La capacità di trasformare un’impresa familiare in una realtà industriale moderna e poi di accompagnarne la continuità attraverso i figli Corrado, Andrea, Roberto e Gianluca, costituisce un esempio concreto di sostenibilità imprenditoriale nel tempo». Nel comunicato si insiste sul fatto che non si tratta soltanto di successione, ma di trasmissione di competenze, cultura del lavoro e responsabilità verso dipendenti e comunità.
In conclusione, Confcommercio Grosseto colloca il tema del ricambio generazionale tra le sfide decisive per il commercio e l’agroalimentare: «La storia della famiglia Corsini ci ricorda che dietro ogni azienda ci sono sacrificio, fatica, visione e la volontà di costruire qualcosa che duri oltre sé stessi. È così che si consolida un sistema economico territoriale: investendo nelle persone, nelle famiglie, nelle nuove generazioni».
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