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Economia

Appalti, Cna Grosseto lancia l’allarme: "Le nuove procedure penalizzano le aziende"

Giovanni Ramiri

10 Febbraio 2026, 16:32

Appalti, Cna Grosseto lancia l’allarme: "Le nuove procedure penalizzano le aziende"

Ettore Bruni e Saverio Banini

Il mercato degli appalti pubblici continua a rimanere largamente inaccessibile per micro e piccole imprese, nonostante queste rappresentino oltre il 96% del sistema produttivo italiano. Secondo quanto evidenziato da Cna, insieme ad altre associazioni di categoria, in audizione davanti alla Commissione parlamentare per la semplificazione, alle imprese di minori dimensioni è teoricamente riservato solo il 17% del mercato degli appalti pubblici, ma nella pratica ne conquistano appena il 5%.

Un divario che, secondo Cna, non è casuale ma il risultato di una serie di barriere strutturali che colpiscono in modo sproporzionato le imprese più piccole. Tra queste emergono la complessità documentale dei bandi, clausole contrattuali poco leggibili, un eccessivo tecnicismo giuridico, la frammentazione delle prassi amministrative e una digitalizzazione che spesso finisce per moltiplicare, invece di ridurre, gli oneri burocratici. In molti casi, i bandi di gara arrivano a contenere oltre un centinaio di allegati, rendendo difficile per le imprese individuare con chiarezza obblighi, rischi e condizioni economiche dei contratti.

Un nodo particolarmente critico riguarda il ricorso alle procedure di gara aperte, anche per appalti di importo contenuto. Come sottolinea Saverio Banini, presidente di Cna Grosseto,
“Le procedure di gara aperte comportano tempi più lunghi, un numero più alto di offerte da valutare, con relativo aumento degli oneri amministrativi, più possibilità di offerte anomale e non qualificate e aumento dei possibili contenziosi. Sul territorio della provincia di Grosseto, per fare un esempio, si sono recentemente verificati casi in cui gare d’appalto, anche di importo inferiore ai 500mila euro, sono state bandite tramite procedura aperta, senza prevedere strumenti di selezione dei concorrenti o condizioni che consentano una prima scrematura dei partecipanti. Inserire un meccanismo premiale per le imprese del territorio consentirebbe, inoltre, di avere una ricaduta economica per quei soggetti che, attraverso il proprio lavoro, le tasse e le imposte versate, contribuiscono alla crescita delle risorse a disposizione degli enti”.

Secondo Cna, anche il principio di risultato introdotto dal nuovo Codice dei contratti pubblici rischia di essere svuotato di significato se interpretato esclusivamente come una corsa all’accelerazione delle procedure. La mancanza di chiarezza, proporzionalità e sostenibilità dei contratti incide negativamente sulla qualità della concorrenza e scoraggia la partecipazione delle micro e piccole imprese, che spesso non dispongono delle risorse necessarie per affrontare iter complessi e onerosi.

Un altro aspetto fortemente critico riguarda la scarsa suddivisione degli appalti in lotti funzionali. Solo il 10% dei bandi prevede il frazionamento, spesso senza un’adeguata motivazione. La scelta del lotto unico, evidenzia Cna, finisce per favorire operatori molto strutturati, escludendo imprese locali pienamente qualificate e riducendo la pluralità dell’offerta e la concorrenza reale.

Sul tema interviene anche Ettore Bruni, presidente di Cna Costruzioni Grosseto, che sottolinea come esistano strumenti già previsti dalla normativa in grado di rendere le procedure più efficienti ed equilibrate:
“Mettere in atto, quando possibile nel rispetto della norma, procedure negoziate o ristrette consente una riduzione dei tempi e del carico amministrativo, perché restringe il numero degli operatori economici. La selezione preventiva dei partecipanti favorisce una maggiore qualità delle offerte e riduce il rischio di proposte non adeguate, garantendo al contempo un confronto più efficace e una gestione più efficiente della procedura nel rispetto dei principi di trasparenza e concorrenza. Uno strumento per ridurre la rosa dei partecipanti e aver quindi un numero più gestibile di offerte da valutare è quello del sopralluogo obbligatorio che limita in maniera ‘leggera’ il numero dei concorrenti”.

Per Cna, la strada da seguire è quella di una semplificazione orientata alla trasparenza sostanziale, non solo formale. Servono documenti di gara più chiari e sintetici, una reale interoperabilità delle piattaforme digitali nel rispetto del principio del “once only”, una maggiore standardizzazione delle prassi amministrative e la suddivisione degli appalti in lotti come regola, non come eccezione. Solo così, conclude l’associazione, il principio di risultato potrà tradursi in un effettivo accesso al mercato, in una concorrenza reale e in una migliore qualità dell’azione amministrativa, a beneficio dell’intero sistema economico.

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